Maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate, i carabinieri di Ganzirri arrestano un 60enne

La donna è stata soccorsa anche dai medici del 118. L'invito alle vittime delle forze dell'ordine a denunciare. Mentre la Regione pubblica i bandi per finanziare case rifugio e i centri antiviolenza

Ancora una brutta storia di maltrattamenti in famiglia. Stavolta a finire in carcere un uomo di sessant'anni a Ganzirri.

Maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni personali aggravate i reati contestati dai carabinieri di Ganzirri che sono giunti sul posto dopo la disperata richiesta di aiuto di una donna.

Quando sono arrivati, una scena che nessuno vorrebbe mai vedere: la donna stava male per l'aggressione subito ed è stato chiamato il 118 per le prime cure. Il personale dell'ambulanza l'ha medicata mentre  carabinieri, compresa la delicatezza e la pericolosità della situazione, hanno fermato ed identificato l’aggressore che si trovava ancora nei pressi del luogo dove si era consumato il reato.

I militari intervenuti, grazie alle dichiarazioni della vittima, sono riusciti nell’immediatezza dei fatti a ricostruire l’intera vicenda vessatoria e per l’uomo sono scattate le manette. Al termine del giudizio di convalida dell’arresto, è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere.

“La prontezza della risposta della polizia giudiziaria nei casi di vittime di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenze di genere  - si legge in una nota dei militari - è conseguente alla specifica preparazione professionale e sensibilità degli operanti nell’affrontare tali reati, per i quali è altissima l’attenzione e la sensibilità della Procura di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere, quanto più rapidamente possibile, a tutelare le vittime vulnerabili. In tale contesto è però fondamentale la denuncia da parte delle vittime di tali reati così da consentire all’autorità giudiziaria e alla polizia giudiziaria di poter prontamente intervenire a loro tutela. Il cittadino - conclude la nota - potrà sempre trovare, nella stazione carabinieri più vicina, personale qualificato e preparato ad affrontare e risolvere tali delicate problematiche”.

Sul fronte della tutela alla donne maltrattate arriva buone notizie, proprio oggi, dalla Regione.

Oltre due milioni di euro sono stati destinati per case-rifugio e centri antiviolenza e per fornire assistenza, a tutto campo, alle donne e ai loro figli minori. La Regione Siciliana ha pubblicato i bandi per finanziare gli interventi a favore delle vittime di abusi e per sostenere economicamente le strutture dedicate all’accoglienza.

«Prosegue l'impegno del mio governo - evidenzia il presidente Musumeci - accanto alle donne in difficoltà. Vogliamo garantire adeguata protezione alle vittime di violenza attraverso la loro presa in carico da parte dei centri specializzati e, laddove necessario, l'immediata ospitalità presso strutture di accoglienza a indirizzo segreto. Un progetto che punta anche a promuovere la cultura del rispetto della persona attraverso percorsi di prevenzione e di informazione».

«Si tratta - spiega l’assessore alle Politiche sociali Antonio Scavone - dell'attuazione delle linee di azione previste dal Piano regionale degli interventi per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere 2019-2020 recentemente apprezzato dal governo Musumeci. Un programma dove particolare attenzione è stata rivolta al sostegno psicologico, educativo e legale da offrire alle donne vittime di violenza che spesso vivono la loro situazione di disagio in una condizione di assoluta solitudine».

Previsti interventi per finanziare le spese di gestione sia per i centri antiviolenza che per le case- rifugio a indirizzo segreto. Tra le misure anche il reinserimento lavorativo delle vittime attraverso il finanziamento di borse-lavoro e tirocini formativi, oltre all'apertura di quindici nuove strutture di accoglienza che verranno realizzate prioritariamente in quei distretti sanitari ancora privi e che si aggiungeranno alle trentasette già esistenti. Previsto, infine, il finanziamento del Fondo per l'assistenza gratuita alle vittime.

«Un budget che serve - prosegue Scavone - sia per garantire alle vittime il pagamento delle spese per l'assistenza/consulenza legale e per quelle sanitarie non riconosciute dal Servizio sanitario nazionale, sia per fornire loro il necessario e fondamentale supporto psicologico. Con il piano 2019-2020 contro la violenza di genere, avviamo una stretta collaborazione tra la Regione e tutti gli attori pubblici, e del privato sociale, coinvolti nella gestione del fenomeno. L'obiettivo che ci siamo posti - conclude l’assessore - è stato quello, innanzitutto, di garantire adeguata protezione alle vittime attraverso la loro presa in carico da parte dei centri antiviolenza e, laddove necessario, l'immediata ospitalità presso strutture di accoglienza. Ma anche quello di promuovere la cultura al rispetto della persona, attraverso percorsi di prevenzione e di informazione».

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