Covid, Laccoto scrive a Musumeci e Razza: “Malati abbandonati a se stessi tra ritardi e inefficienze”

Lettera aperta del deputato sindaco di Brolo dal suo isolamento: “Deficienze gestionali e di programmazione minano dal profondo la sicurezza dei cittadini, temo per la tenuta psicologica di famiglie stremate”

Giuseppe Laccoto

Ritardi per l’esito dei tamponi, Usca insufficienti, pazienti “domiciliari” abbandonati a se stessi. Tutto questo mentre la tenuta psicologica delle famiglie vacilla anche per le ricadute economiche legate all’emergenza sanitaria.

Un duro atto d’accusa quello del deputato del Pd e sindaco di Brolo Giuseppe Laccoto che scrive una lettera aperta al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza anche nella sua qualità di paziente.

Laccoto da quindici giorni è in isolamento, ha avuto qualche decimo di febbre e sintomi leggeri, perché anche lui si è ammalato di Coronavirus. Nel suo isolamento sono tante le telefonate che riceve da persone bloccate a casa, che attendono i risultati dei tamponi e che si sentono lasciati soli ad affrontare la pandemia, esasperate da lentezze, lungaggini, inefficienze che, oltre al prioritario aspetto sanitario, si ripercuotono sulla tenuta psicologica delle famiglie e producono gravi ricadute economiche.

“Stanno emergendo, in tutta la loro drammaticità, deficienze gestionali e di programmazione che minano dal profondo la sicurezza dei cittadini – si legge nella lettera di Laccoto - Ad esempio, i notevoli ritardi nel fornire l’esito dei tamponi rappresentano, a mio giudizio, il simbolo di un sistema sanitario territoriale che si è fatto trovare decisamente impreparato ad affrontare questa “seconda ondata” che pure non era inattesa.  Ma non è tempo di polemiche, non è tempo di prese di posizione di parte.C’è un intero sistema che va riformato profondamente e con urgenza, nella consapevolezza che la situazione di emergenza che stiamo vivendo impone soluzioni straordinarie e funzionali, dall’incremento del personale alla dotazione di mezzi. Attualmente - spiega ancora il deputato - il laboratorio del Policlinico di Messina riesce a processare circa 400 tamponi al giorno e il laboratorio del Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto circa 250. Troppo pochi, a fronte dell’incremento dei tamponi eseguiti quotidianamente sul territorio, ed è quindi inevitabile il congestionamento di queste due strutture con i tempi per comunicare gli esiti che si allungano a dismisura. In particolare, agendo in deroga alla disposizioni vigenti, si potrebbe procedere all’assunzione di nuovi biologi da destinare all’analisi dei tamponi, oltre a portare l’operatività dei laboratori h24”.

Laccoto chiede di supportare tutti i laboratori dell’Asp, compresi quelli dell’Ospedale Piemonte e dell’Irccs per metterli in condizione di analizzare i test e di potenziare, se necessario, le convenzioni con i laboratori privati: è una situazione grave che giustifica provvedimenti straordinari.

“Vanno migliorate ed integrate le strumentazioni in dotazione alle Usca territoriali e alle Asp in modo, da un lato, di velocizzare l’esecuzione dei tamponi e, dall’altro, di fornire i risultati entro il termine di 48 ore - continua -  L’assistenza territoriale è fondamentale per la gestione di questa fase e va potenziata per evitare il collasso delle strutture ospedaliere e del nostro sistema sanitario. La gente ha bisogno di certezze, ha bisogno di una rete efficace ed efficiente in grado di dare risposte immediate in questo momento di emergenza. Ben venga, a tal proposito, l’annunciato potenziamento delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, che possono raggiungere direttamente a domicilio le persone sole e gli anziani e, così, sanare quel filo bruscamente interrotto con l’assistenza domiciliare fondamentale per le categorie più deboli, riprendere i percorsi terapeutici e dare un contributo importante per il tracciamento dei contatti che ha mostrato più di un limite. Per questo, il coinvolgimento dei medici di famiglia appare un passaggio non più rinviabile. Bisogna dare immediatamente seguito all’accordo raggiunto con le sigle sindacali e consentire le visite a domicilio e l’esecuzione dei tamponi anche da parte dei medici di base. Non si può tenere la gente a casa anche per più di 15 o 20 giorni in attesa di un esito che è già vecchio e con evidenti implicazioni di natura sociale, psicologica ed economica. Mettiamo da parte la politica - conclude - è il momento di remare tutti nella stessa direzione. Sono pronto, da deputato e da Sindaco, a fare quanto in mio potere per dare un contributo utile ad affrontare questa difficile situazione”.

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