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Baraccopoli e stop al risanamento, De Luca scrive a Conte: “Solo tu puoi cancellare questa vergogna”

Il sindaco chiede un incontro urgente dopo gli intoppi in commissione Bilancio. “L’autorità sanitaria locale ha accertato un alto rischio di contrarre malattie polmonari in questi non luoghi e se ci fosse un solo caso di coronavirus lì ci sarebbe un’ecatombe”

“Caro Conte ti aspetto nelle baracche di Messina! Considerato che non potrai andare a sciare credo che il “Natale in baracca” possa rappresentare una valida alternativa alla solita mondanità”.

Comincia così la ettera che il sindaco ateno De Luca ha scritto al premier dopo il no della commissione Bilancio agli emenademnti sul risanamento che destina 250 milioni di euro per il risanamento sociale ed ambientale della città di Messina con norme speciali di semplificazione amministrativa.

Nella sua lettera De Luca ricorda che in condizioni “di estremo degrado sono presenti 2.000 nuclei familiari, oltre 8mila persone, 8mila italiani che da oltre tre generazioni sopravvivono in baracche fatiscenti, prive di ogni requisito di salubrità e di sicurezza sismica tanto ai margini del perimetro urbano quanto in pieno centro urbano con sacche di intollerabile degrado. Dal terremoto del 1908 ad oggi si sono alternati 67 governi della Repubblica e in 112 anni il problema del risanamento non è mai stato risolto nonostante gli svariati interventi normativi finalizzati all'eliminazione delle strutture abitative incompatibili con il requisito dell'abitabilità e del rispetto minimo delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza impiantistica”.

De Luca avverte anche che l’autorità sanitaria locale ha accertato un alto rischio di contrarre malattie polmonari in questi non luoghi e se ci fosse un solo caso di coronavirus lì ci sarebbe un’ecatombe.

“Caro Conte solo tu puoi cancellare questa secolare vergogna delle baracche messinesi proponendo nella legge di stabilità che state esaminando gli opportuni emendamenti - scrive  - Spero che i deputati ed i senatori di tutto l’arco costituzionale riescano a farmi fissare dal presidente Conte un urgente appuntamento”.

Clicca qui per leggere la lettera integrale

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