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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Lipari

Frana a Ginostra, nuovo appello a Musumeci: "Rischio isolamento, fino ad oggi solo misure interdittive"

Gli abitanti sollecitano i lavori dopo la chiusura della piazza principale e delle aree prospicienti l'approdo. "Vivendo sotto un vulcano attivo è fondamentale che l’accesso alle vie di fuga sia sicuro ed in questo momento"

Una frana imponente che rischia di isolare gli abitanti della frazione di Ginostra. Ma nonostante la denuncia presentata due mesi fa tutto rimane invariato. E' la denuncia di alcuni cittadini che hanno lanciato di nuovo un appello e scritto al Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci e alla Protezione civile, oltre al prefetto al sindaco, ma anche a Capitaneria di porto e carabinieri per segnalare ancora una volta una situazione  che "mette a rischio l’incolumità pubblica e privata".

"Fino ad ora hanno fatto solo provvedimenti interdittivi - spiega Gianluca Giuffrè -  Risultato la piazza principale del paese chiusa, le aree prospicienti di approdo chiuse, l'unica via di transito che conduce al villaggio a rischio. Dei lavori neanche l'ombra".

"Attualmente, a distanza di due mesi dalla segnalazione e dopo un sopralluogo - scrive Giuffrè con un gruppo di cittadini - un grosso mucchio di massi instabili del peso di svariate tonnellate (trattenuti a stento dalla rete metallica ormai divelta) continua ad incombere pericolosamente sulla strada di accesso al pontile di Protezione Civile. Si chiede un intervento urgente ed improcrastinabile per rimuovere il pericolo per persone e cose e di messa in sicurezza dei luoghi attraverso tutti gli interventi strutturali necessari. La segnalazione dello scorso 24 novembre 2021, così come avevamo previsto, al momento ha dato il solo frutto dell’interdizione dei luoghi nonostante da anni segnalavamo tali potenziali scenari nella speranza di non arrivare mai a questo punto".

Gli abitanti segnalano altresì che l’ordinanza di interdizione a firma del sindaco di Lipari (n.8 del 19/01/2022) riguarda un’abitazione privata confinante con l’unica strada d’accesso al villaggio, il monumento ai caduti del borgo e le aree prospicenti al pontile di protezione civile. 

"Si chiede di valutare, nelle more dei lavori di messa in sicurezza - scrivono - se la strada confinante con l’abitazione ed il monumento ai caduti si trova in sicurezza e se occorre regolamentarne l’accesso o eventualmente chiuderla, in quanto su di essa transitano giornalmente numerosi mezzi pesanti cingolati necessari al trasporto delle derrate alimentari che di fatto provocano con le vibrazioni, ulteriori cedimenti dalla zona franosa accelerando la situazione d’insicurezza, danno e pericolo dei luoghi. Si ricorda inoltre che il monumento ai caduti attualmente chiuso è il punto d’attrazione di tutti i turisti che giungono nel villaggio e che continuare a tenerlo chiuso senza adeguati interventi equivale a danneggiare l’economia turistica della frazione. Si chiede, essendo a conoscenza di futuri interventi sul costone nel contesto dell’emergenza Stromboli del 2019, quali tipi di interventi sono previsti dove c’è stata l’ultima frana per mettere le case, la strada ed il monumento ai caduti in sicurezza e soprattutto quali siano i tempi stante l’urgenza".

Gli abitanti sollecitano veloci, idonei e risolutivi per la definitiva messa in sicurezza dei luoghi nell'isola di Stromboli "e non simili a quelli del 2008 consistenti nella messa in posa di una rete metallica, evidentemente inidonea, per un importo di oltre un milione di euro che si è rivelato uno spreco di denaro pubblico nonostante le segnalazioni di alcuni cittadini che non sono state prese in considerazione dagli addetti ai lavori, tanto che oggi a distanza di circa 10 anni la situazione è più grave di prima. Vivendo sotto un vulcano attivo è fondamentale che l’accesso alle vie di fuga sia sicuro ed in questo momento l’intero villaggio continua a rischiare da un momento all’altro l’isolamento".

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