Cronaca Lipari

Liberato il capodoglio intrappolato dalle reti illegali a Lipari

Dopo il recupero in mare e l'azione di monitoraggio il cetaceo è tornato in acqua venerdì scorso. Al lavoro i volontari di Filicudi Wildlife Conservation, partner del progetto Life Delfi e la Guardia Costiera

E' stato liberato venerdì scorso dai volontari di Filicudi Wildlife Conservation, partner del progetto Life Delfi e dalla Guardia Costiera il capodoglio imprigionato in una rete da pesca illegale a Lipari. Durante il monitoraggio giornaliero dell'associazione, i volontari si sono imbattuti in un povero capodoglio, un maschio giovane, che hanno chiamato Spyke, con la pinna caudale intrappolata in una rete derivante illegale per la pesca del tonno e del pesce spada.

Gli altri membri del gruppo lo sorvegliavano a distanza nella speranza di vederlo muoversi e immergersi. Dopo circa un'ora sono spariti. Subito è stata contattata la Guardia Costiera di Lipari e il comandante Francesco Principale che in poco tempo sono arrivati sul posto. Un primo tentativo di rimozione è stato effettuato insieme a loro portando la coda più in superficie per riuscire a intervenire con i coltelli e tagliare la rete dall'imbarcazione.

Dopo poco, contattati dal comandante sono arrivati Mirko Mola e gli altri ragazzi del Lipari Diving con attrezzatura subacquea che con un intervento durato circa due ore sono riusciti a liberare l'animale. I volontari sono rimasti  con lui per monitorare il suo stato di salute e capire se dopo tutto lo stress e le pessime condizioni fisiche era  in grado di immergersi.

Nella stessa giornata il cetaceo è tornato in libertà: "Lo abbiamo monitorato tutto il giorno- afferma la biologa marina Monica Blasi presidente del Filicudi WildlifeConservation- la notte lo abbiamo liberato in mare e il giorno dopo siamo andati nella stessa zona per controllare ma non c'era più , evidentemente  è riuscito ad andare giù. Era molto provato speriamo che il danno subito non abbia avuto conseguenze sulla sua salute e ci auguriamo che la storia si sia conclusa con un lieto fine. Le reti illegali rappresentano dei veri muri nell'acqua per delfini e cetacei e noi stiamo lavorando a progetti per contrastare questo fenomeno molto diffuso in questa zona".

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