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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Lupara bianca a Barcellona, dopo 32 anni arrestati i presunti killer di Sebastiano Rizzotti

I due barcellonesi Domenico Abbate e Renzo Messina accusati di omicidio premeditato del 23enne sparito l'8 aprile del 1990. La svolta in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti

Due arresti nella notte a Barcellona Pozzo di Gotto.  Si tratta del 51enne Domenico Abbate e il 52enne Renzo Messina. Sono accusati dell’omicidio di Sebastiano Rizzotti, scomparso a soli 23 anni, la domenica delle Palme del 1990.

Trentadue anni dopo la svolta in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti. I carabinieri del Ros su incarico della procura di Messina sono riusciti a trovare riscontri che hanno permesso al gip Tiziana Leanza di firmare l’ordinanza di custodia.

Secondo la ricostruzione, i due arrestati avrebbero teso una trappola fatale alla vittima sfruttando il rapporto di amicizia e avrebbero agito su imput di “soggetti allo stato non identificati, ma ragionevolmente individuabili nei maggiorenti della cosca mafiosa dei barcellonesi, per come indicato dai pentiti Angelo Caliri e Carmelo D’Amico che dopo tanti anni hanno aperto uno squarcio su questo caso di lupara bianca per il quale la madre non si era mai arresa, cercando la verità.

Nel dettaglio l’attenta analisi degli atti dell’originario fascicolo processuale e i mirati accertamenti eseguiti relativamente ai contributi forniti da plurimi collaboratori di giustizia hanno permesso di appurare che il ragazzo sarebbe stato ucciso e il suo cadavere occultato poiché sospettato di essere vicino al contrapposto gruppo dei cd chiofaliani e perché asseritamente resosi responsabile di un furto ai danni di una ditta del luogo “protetta” dai barcellonesi in quanto sottoposta dagli stessi ad estorsione.

Nella circostanza, nel pomeriggio del lontano 8 aprile del 1990,  Domenico Abbate e Renzo Messina, ritenuti contigui alla famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, con ogni probabilità si occuparono di avvicinare la vittima conducendola con un pretesto presso la frazione Gala del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, dove ad attenderli vi erano i vertici dell’organizzazione mafiosa che, dopo un sommario interrogatorio, ne avrebbero decretato l’uccisione.

La scomparsa del giovane va ad aggiungersi ai numerosi casi di “lupara bianca” che tra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ‘90 si registrarono nella zona tirrenica della Provincia di Messina nella cruenta guerra tra i “barcellonesi” e l’avverso gruppo dei “chiofaliani”.

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