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Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca Letojanni

Omicidio Debora Pagano, il sindaco proclama il lutto cittadino ma i funerali potrebbero slittare

Resta in carcere il compagno Leonardo Fresta dopo l'autopsia sul corpo della vittima che presenta numerose fratture ed ecchimosi. La salma restituita alla famiglia ma la procura fa dietrofront per la necessità di ulteriori accertamenti

Aveva lo sterno fratturato e anche una costa. Sul corpo numerosi segni di ecchimosi. Una cosa è certa: Deborah Pagano, non è morta per cause naturali. O almeno "si può ragionevolmente escludere". E' quanto emerge dalle'esame autopico effettuato ieri dal medico legale sul corpo della donna  trovata morta lo scorso 10 luglio, all’interno dell’abitazione di Macchia di Giarre dove conviveva con il compagno Leonardo Fresta e la figlia di 7 anni affidata in quei giorni alla nonna materna di Letojanni.

Resta così in carcere il marito Leonardo Fresta resta in carcere. Lo ha stabilito il Gip del Tribunale di Catania che ha convalidato, all’esito dell’udienza di convalida, il fermo emettendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Fresta, si trova adesso nella casa circondariale di piazza Lanza, con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio della 31enne.

Il quadro indiziario raccolto dai carabinieri della compagnia di Giarre, in sinergia con il nucleo investigativo del comando provinciale di Catania ha, infatti, permesso di collocare la morte della donna nella serata di venerdì 8 luglio e di riscontrare una serie di anomalie comportamentali da parte di Fresta che, in uno alle prime risultanze tecniche riconducibili agli accertamenti effettuati dal medico legale e dal personale della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, hanno indotto la Procura all’emissione del fermo.

Nell’ordine: lo stacco temporale di oltre un giorno e mezzo tra il momento della morte e quello in cui è stato dato avviso dallo stesso Fresta al 118, pur essendosi questi, a suo dire, immediatamente reso conto del decesso; le contradditorie versioni rese al personale sanitario del 118 intervenuto sui luoghi, rispetto a quelle fornite nell’immediatezza dei fatti alla polizia giudiziaria e rispetto a quelle rese in sede di interrogatorio; l’essere state rilevate sul corpo della vittima, da parte del medico legale, indicazioni tali da poter ragionevolmente escludere la causa naturale del decesso, in forza della presenza di numerose ecchimosi riscontrate in varie parti del corpo e della frattura dello sterno e di una costa; la presenza, rilevata mediante l’utilizzo del “luminol”, di diffuse tracce ematiche all’interno dell’abitazione anche in ambienti diversi dal bagno e una generalizzata, ed ingiustificata per le circostanze, opera di pulizia dei luoghi; l’acquisizione di immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le dichiarazioni rese da conoscenti e parenti della famiglia della vittima.

Ieri il medico legale Giuseppe Ragazzi ha ultimato l’autopsia e i parenti speravano di poter dare l'ultimo saluto domani a Letojanni dove il sindaco Alessandro Costa ha proclamato anche il lutto cittadino ma la procura, che inizialmente aveva restituito la salma alla famiglia, ha  comunicato l'esigenza di dover svolgere ulteriori esami clinici. Pertanto non è escluso che il funerale previsto per domani nella chiesa Madre di San Giuseppe possa slittare ulteriormente.

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