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Cronaca

Cosa nostra, confiscati beni per oltre 300mila euro a un noto esponente della mafia barcellonese

Sotto chiave immobili e terreni a lui ricondicibili. Recenti attività investigative hanno dimostrato, secondo ipotesi d’accusa, la sua attuale piena operatività criminosa, a dispetto dell’età e delle condizioni di salute, tanto da ritenerlo “soggetto connotato da rilevante pericolosità qualificata”

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Messina, Sezione Misure di Prevenzione,  sul  patrimonio immobiliare, per un valore stimato di oltre 300.000 euro, riconducibile ad un noto esponente di Cosa Nostra barcellonese, Filippo Milone.

Il soggetto, organico alla “famiglia barcellonese” sin dal 1989, come accertato nei noti processi di mafia “Mare Nostrum” e “Gotha 7”, ha mantenuto inalterato, nel tempo, il proprio potere criminale, tanto da conservare i contatti con altri sodali intranei alla “famiglia” o comunque vicini ad essa. In particolare, numerosi collaboratori di giustizia, ognuno per quanto a sua conoscenza, riferivano dell’organicità del destinatario dell’odierno provvedimento di confisca ai “barcellonesi”, sin da epoca remota, indicando come partecipasse attivamente alla pianificazione delle diverse attività illecite, destinando gli introiti al gruppo mafioso di partenenza.

Nella medesima direzione investigativa, peraltro, anche le più recenti attività investigative hanno dimostrato, secondo ipotesi d’accusa, la sua attuale piena operatività criminosa, a dispetto dell’età e delle condizioni di salute, tanto da ritenerlo, secondo i Giudici della prevenzione, soggetto connotato da rilevante “pericolosità qualificata”.

I successivi approfondimenti economico – patrimoniali, quindi, condotti dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Messina, estesi a tutto il nucleo familiare, hanno consentito di disvelare la disponibilità di beni in misura assolutamente sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati, nonché la provenienza di parte degli stessi quale provento e/o reimpiego dei delitti contestati.

Il decreto eseguito oggi, che determina l’acquisizione dei beni al patrimonio dello Stato, ha ad oggetto la totalità di quanto sottoposto a sequestro nel 2020, a seguito di provvedimenti emessi dal Tribunale di Messina su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica e consistenti in: - 4 unità immobiliari, situate nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto; - 1 appezzamento di terreno coltivato ad agrumeto, situato sempre nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

articolo modificato alle 17 del 16 novembre 2021// aggiunto il nome

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