Aveva contatti con esponenti della mafia, maxi confisca a un imprenditore di Capizzi

Quasi undici milioni sotto chiave a Giacomo Stanzù, residente a Valguarnera. Dopo l'operazione antimafia “Nibelunghi” erano stati individuati e indagati i presunti prestanome

Una confisca milionaria quella messa a segno dagli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna e del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta, coordinati dalla Dda della Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Un imprenditore agricolo, Giacomo Stanzù, 56 anni di Capizzi ma residente a Valguarnera, già condannato per reati connessi alla criminalità organizzata, di fatto permise la latitanza da un esponente di spicco della mafia gelese, si è visto notificare un decreto di confisca a firma del Tribunale per le misure preventive del capoluogo ennese. Le indagini - svolte attraverso l’esecuzione di mirati accertamenti bancari e patrimoniali - hanno permesso di ricostruire l’evoluzione della consistenza del patrimonio immobiliare e mobiliare, nonché i movimenti delle attività imprenditoriali nel settore agricolo acquisiti nel tempo dalla famiglia dell'uomo.

Già nel 2017 veniva disposto dal Tribunale del capoluogo ennese il sequestro di beni mobili e immobili riconducibili al soggetto, ora in virtù citato provvedimento sono stati confiscati ed immessi in regime di amministrazione giudiziaria ben 349 ettari di terreno e n. 8 fabbricati ubicati nelle campagne dei comuni di Valguarnera, Aidone, Enna e Piazza Armerina, a cui si aggiungono nove autovetture e tre conti correnti bancari. Inoltre, ad essere colpite dal provvedimento del Tribunale di Enna vi sono tre società operanti nel settore agricolo e zootecnico. I cespiti hanno un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

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Alcuni collaboratori di giustizia hanno riferito di costanti contatti tra Stanzù e gli esponenti della cosca di Cosa nostra di Enna ma anche con il boss di Gela Daniele Emmanuello, ucciso nel 2007 in un conflitto a fuoco con la polizia. A febbraio del 2018, nell’ambito dell’operazione antimafia “Nibelunghi” erano stati individuati e indagati i presunti prestanome di Stanzù.

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