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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Mamme di giorno, il ministero stoppa il Comune: "Serve una preparazione specifica"

Dopo le contestazioni dei pedagogisti e dell'ex garante, arriva il parere sull'avviso per individuare figure professionali per lo svolgimento di un servizio di accoglienza temporanea domiciliare rivolto a minori di età compresa tra i tre e i trentasei mesi: "Le offerte formative domiciliari devono necessariamente soddisfare i criteri previsti per tutte le scuole"

Chi si aspettava che bastasse essere mamma e disoccupata per potere accudire i bambini degli altri improvvisando un asilo domestico e arrotondare il bilancio familiare resterà delusa.

Arriva il monito del ministero della Pubblica istruzione sull'avviso pubblico di Comune e Messina Social City per il servizio "Mamme di giorno" e "Nidi famiglia".

Un parere dettagliato che evidenzia come le offerte formative domiciliari devono necessariamente soddisfare i criteri previsti per tutte le scuole (formazione universitaria delle insegnanti, lavoro collegiale, spazi idonei) e che dà manforte all'Apei. L’associazione nazionale pedagogisti ed educatori italiani, aveva già contestato il bando per individuare figure professionali per lo svolgimento di un servizio di accoglienza temporanea domiciliare rivolto a minori di età compresa tra i tre e i trentasei mesi, da realizzarsi mediante le due modalità “Mamme di Giorno” o “Nido Familiare”, dietro corresponsione di un voucher da 250 euro per ogni bambino, fino a un massimo di 1.250 euro mensili.

"Educatori non ci si improvvisa", era l’appello dei pedagogisti, che ricordavano la necessità di una specifica qualificazione universitaria nell’offerta dei servizi educativi per l’infanzia, così come previsto dalla normativa nazionale e come evidenziato anche dall’ex Garante per l'Infanzia: in VII commissione, Fabio Costantino, aveva infatti già evidenziato più di una perplessità sul bando e sul progetto del Comune.

E lo stesso diktat arriva ora dal ministero che chiarisce ora come sia necessario allinearsi alle regole previste per gli asili nido.

“Al fine di delineare le caratteristiche che delineano la qualità dell’offerta - si legge nella nota firmata dal direttore generale Fabrizio Manca e indirizzata al Comune e per conoscenza alla Regione – il ministero dell’Istruzione, con decreto del 22 novembre 20221, n.334, ha adottato le ‘Linee pedagoche per il sistema integrato zerosei’ e, con decreto 24 febbraio 2022, n.43, gli ‘Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia’, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, al fine di assicurare la necessaria continuità educativa. Tra gi elementi qualificanti dell’offerta educativa, entrambi i documenti ribadiscono la formazione universitaria spedcifica del personale (L.19 con i requisti di cui al D.M. 378/2018 o LM 85bis con corso di specializzazione), la formazione continua in servizio, l’intenzionalità educativa e la presenza di un progetto educativo (curricolo) in continuità orizzontale – con la famiglia e il territorio – e in verticale – con i percorsi di educazione precedenti e successivi -, l’accurata progettazione e gestione di spazi, tempi, materiali, proposte, modalità organizzative”.

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