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Cronaca Mandanici

A Mandanici i fedeli non 'vanno in pace' e protestano: "Questo prete non lo vogliamo"

La curiosa vicenda che vede protagonista don Felice Maggio nel piccolo comune jonico. Incomprensioni e scelte non digerite al centro della bagarre che vede coinvolta un'intera comunità. E il prossimo 13 febbraio la vicenda si discuterà in consiglio comunale con monsignor Accolla

Don Felice di nome ma non di fatto. Il parroco di Mandanici non vive certamente momenti sereni in queste ultime settimane e la colpa va attribuita a un amore mai scoppiato con i fedeli del piccolo comune dell'entroterra jonico. C'è chi da tempo chiede la sua sostituzione e in passato ha anche organizzato una raccolta firme per ottenerla, adesso invece la questione verrà trattata addirittura dalla politica locale. Il prossimo 13 febbraio il consiglio comunale discuterà infatti l'ordine del giorno "questione relativa al parroco don Felice Maggio".

Una richiesta firmata dai consiglieri Erika Arizzi e Maria Rosaria Urso anche alla luce dei precedenti incontri con monsignor Giovanni Accolla e con la stessa amministrazione comunale. Motivo dello scontro, in atto da diverso tempo, è prima di tutto l'impossibilità di poter visitare le chiese al di fuori degli orari in cui si celebra la messa. Don Maggio preferirebbe infatti tenere chiusi i cancelli, negando anche ai turisti la possibilità di visitare veri e propri monumenti di notevole interesse storico e artistico. E così la domenica c'è sempre meno gente sui banconi di legno, anche a causa, si vocifera in paese, di una particolare severità del sacerdote che ad esempio darebbe la comunione solo a chi non salta mai una messa. Una situazione di cui la Curia è già stata informata, ma che è ancora lontana dal potersi risolvere.

Un nuovo tentativo di conciliazione avverrà appunto in Comune. Alla seduta il presidente del consiglio Anna Misiti ha invitato anche monsignor Accolla considerando la "questione abbastanza delicata". Ma la stessa Misiti sottolinea che quanto verrà discusso non è comunque di competenza del civico consesso e che eventuali decisioni andranno certamente prese in altre sedi. Intanto restano tesi i rapporti tra parroco e fedeli che vogliono essere ascoltati. 

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