Cronaca

Suolo pubblico, Confesercenti in piazza per dire no all'indifferenza istituzionale

Incertezza e mancanza di linee guida per i piccoli imprenditori dopo tre mesi di chiusura. L’Ente da 10 anni denuncia i soprusi e la miopia delle istituzioni

Foto repertorio

“Hanno fatto carne da macello delle nostre vite e del nostro futuro”. Fa riferimento alla gestione del  suolo pubblico Confesercenti  nel lungo post Facebook nel quale annuncia la manifestazione prevista domani 28 maggio alle  ore 12 in piazza Unione Europea, per far sentire a gran voce la propria rabbia nei confronti delle istituzioni che “hanno concretamente collaborato al crollo del tessuto produttivo”. L’Ente da 10 anni denuncia i soprusi e la miopia delle Istituzioni che hanno ostacolato lo sviluppo delle attività,determinandone la chiusura.

“10 anni fa la giunta del sindaco Buzzanca – si legge nel post-decise di aumentare dalla sera alla mattina il canone del suolo pubblico a Messina del 300%. Per 10 anni i bar ed i ristoranti di Messina hanno pagato più dei bar con vista sul Colosseo a Roma. Soltanto i tribunali hanno riportato, dopo anni, la tariffa ad un canone ragionevole. Una mattina i titolari dei pubblici esercizi che avevano investito ognuno centinaia di migliaia di euro per sposare la ripartenza della Galleria Vittorio Emanuele di Messina scoprirono che il commissario mandato dalla Regione a sostituire il sindaco ed il Consiglio Comunale di Messina, aveva trovato il tempo per revocare le autorizzazioni ad occupare il suolo, comunale, della galleria vittorio Emanuele. Otto attività fallirono e decine di giovani e piccoli imprenditori compromisero il loro futuro grazie alle garanzie personali che avevo messo per le loro aziende, fidandosi delle promesse di Palazzo Zanca”.

Per quanto riguarda invece via Tommaso Cannizzaro, nell’unica città d’Italia che aveva adibito i marciapiedi a parcheggio, nessuna concessione del suolo pubblico, e quando lo ha fatto la Confesercenti ha dovuto pagare fior di legali per difendere gli esercenti dai ricorsi di chi ancora insisteva a parcheggiare l’auto sul marciapiede.

Confesercenti  sottolinea che ancora oggi la Soprintendenza di Messina continua a non dare certezze ai piccoli imprenditori che hanno investito il loro futuro in bar, pub, ristoranti, pasticcerie, pizzerie, gelaterie, per collaborare alla creazione di una città i turistica, ma che a parere di Confesercenti ai turisti non dà nulla, neanche i bagni per fare la pipì, perché a questo ci pensano i pubblici esercizi.

L’Ente chiede misure chiare in questa direzione e perché  dopo quasi 3 mesi di chiusura ci si ritrova ancora a subire il disinteresse delle istituzioni che a suo avviso sono "ripiegate tra cavilli utili soltanto a perpetuare servizi che hanno di pubblico soltanto gli stipendi pagati dai contribuenti, privi di efficacia ed ostativi allo sviluppo del tessuto produttivo sano delle imprese, utili soltanto a provocare malcontento e scontro sociale".


 

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