"Restiamo Liberi" contro la legge sull'omotransfobia, annullata la protesta di Queer

A piazza Unione Europea nel pomeriggio la manifestazione per contestare il disegno di legge, era stato organizzato un sit-in pacifico di dissenso rinviato alla prossima settimana

Scatto dal Pride tenuto a Messina (Foto archivio)

Oggi alle 18,30 a piazza Unione Europea la manifestazione Restiamo Liberi. E sono polemiche. Il referente Nicola Cucinotta e il portavoce Luigi Lo Re ricordano così l'appuntamento: "Dall'11 al 25 luglio da Nord a Sud un popolo si alzerà in piedi per dire “No” al liberticida ddl Zan sull’omotransfobia, attualmente in discussione in Parlamento. Da Milano a Bari passando per Roma, Napoli e Firenze, cento città stanno dicendo “no” ad una legge liberticida. E no all’istituzione di un nuovo reato, quello di omotransfobia, appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream. Una legge del tutto ingannevole, poiché si presenta come necessaria per punire le violenze nei confronti di persone con attrazione per lo stesso sesso, ma chiunque sa già che ogni violenza è già punita dal nostro ordinamento giuridico. Ed esistono anche le aggravanti da applicare ove necessarie. Una legge inutile quindi".

Liberazione Queer+ Messina comunica invece che la loro partecipazione alla manifestazione “Restiamo liberi”è stata annullata e quindi posticipata alla settimana prossima. "Le motivazioni sono poco chiare anche a noi - si legge - la nostra sarebbe stata una pacifica protesta contro una manifestazione che si svolgerà in un luogo pubblico accessibile da tutta la cittadinanza. Come già ribadito, avevamo solamente risposto all'appello fatto da chi ha organizzato la piazza: “partecipa anche tu”, “difendi la tua libertà”, “non mancare”, questi sono i messaggi diffusi sui social dai promotori del suddetto evento. Perché noi non possiamo raccogliere l’invito? L'opposizione pacifica non è accettata? Sarà forse che ci si è troppo abituati al modo di comunicare del primo cittadino, fatto di monologhi in cui il contraddittorio è negato? E perché a quest’ultimo è concesso di promuovere, senza previa autorizzazione e per lo stesso giorno, un assembramento di fronte all’hot-spot di Bisconte mentre a noi è stato detto che non poteva essere garantita la copertura della piazza? Lasciamo intuire a voi la risposta ai nostri quesiti". 

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Il circolo Arci Thomas Sankara sostiene la campagna Dà voce al rispetto per una buona legge contro l’omo-lesbo-bi-transfobia e la misoginia, necessaria per contrastare l’onda di violenza e discriminazione che attraverso da troppo tempo il nostro Paese. "L’Italia è, come al solito, in ritardo di decenni rispetto ad altri paesi europei ,nel rispondere agli obblighi internazionali derivanti da Risoluzioni delle Nazioni Unite e Direttive comunitarie che mirano all’ introduzione di misure a tutela delle persone Glbt. In quasi tutti i paesi europei , infatti, vige una legge contro l’odio e la discriminazione provocati da stigma sessuale - si legge - in poche settimane, la Commissione Giustizia della Camera ha adottato il testo unificato della proposta di legge che introduce modifiche al Codice penale. Tuttavia, il testo adottato ha molti limiti : è stata eliminata la propaganda di idee com’è, invece, previsto per l'odio etnico e razziale dalla legge Mancino e si spera che detti limiti siano  superati nella discussione parlamentare prevista a fine luglio. Il Circolo Arci Thomas Sankara è, accanto all’Arcigay di Messina in questa fase in cui emergono opposizione oscurantiste, che vorrebbero impedire l’emanazione di una legge giusta. La nostra associazione ha sempre supportato le vittime di crimini di odio legati al proprio orientamento sessuale e le attività del movimento Lgbt, garantendo anche una sede all’Arcigay negli anni della crescita di consapevolezza in città".

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