Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Manovra economica, il Comitato No Ponte: "Finanziato a rate e la prima la mette la Sicilia? Siamo alla follia"

Dubbi sulle modalità dei fondi impiegati che dovranno passare il vaglio di Bruxelles. E sull'impegno della giunta Schifani l'opposizione chiede al presidente di riferire in aula

"Il Ponte finanziato a rate e la prima rata la mette la Sicilia? Siamo alla follia". Il Comitato No Ponte Capo Peloro accoglie così la notizia dei fondi previsti per l'infrastruttura nella manovra 2024 che sintetizza le voci di entrata e uscita dello Stato.

“Non ci sono soldi sufficienti per la sanità e la scuola, in Sicilia le reti idriche perdono il 50% dell’acqua, si esportano i rifiuti per mancanza d’impianti, incendi e dissesti distruggono il territorio e cosa fanno il governo nazionale e regionale? Il governo nazionale ha oggi approvato il disegno di legge sul bilancio che prevede la copertura a rate dei costi del progetto del ponte sullo Stretto di Messina e sempre oggi guarda caso il governo regionale s’impegna a pagare il primo miliardo del ponte (in cambio di cosa?) saccheggiando i fondi per lo sviluppo e la coesione che servono invece per rimuovere gli squilibri economici e sociali del Sud”.

Così, in una nota, il Comitato Noponte Capo Peloro commenta le notizie odierne sull’opera infrastrutturale che dovrebbe collegare la Sicilia e la Calabria.

”Il 9 ottobre scorso – prosegue il comunicato - si era pure deciso con legge l’aumento del capitale sociale della Stretto di Messina di 50 milioni e l’eliminazione del tetto dei 240mila euro per i compensi dei dirigenti, dei dipendenti e degli amministratori della società concessionaria del ponte. Insomma non si trovano i soldi per i reali bisogni della Sicilia e del Paese e si trovano, persino a rate, per un’opera inutile, pericolosa, non prioritaria per i bisogni della nostra regione e del Sud come il ponte sullo Stretto di Messina”.

Sulla manovra da poco meno di 24 miliardi di euro – che arriva a 28 miliardi con il decreto fiscale - si attende ora il responso dei mercati ma soprattutto i prossimi passaggi. A partire dal parere che Bruxelles formulerà il 21 novembre sulla manovra proprio sulla base del Dpb.

Ma c'è da giurare che neanche alla Regione  l'impegno della giunta Schifani avrà vita facile. La promessa di un cofinanziamento da oltre un miliardo ha scatenato le opposizioni.

 "In un solo giorno abbiamo guadagnato 100 milioni e abbiamo perso 1,2 miliardi", scrive il deputato dem all'Ars Nello Dipasquale commentando la notizia della maggiore compartecipazione da parte dello Stato alla spesa sanitaria regionale di 100 milioni e quella della compartecipazione regionale alle spese per la costruzione del Ponte sullo Stretto con 1,2 miliardi.

"Premettendo che ancora tutto ciò che è stato annunciato deve essere riscontrato negli atti - afferma Dipasquale -, mi pare che siamo all'assurdo. Stamattina il governo festeggiava il raggiungimento di un maggiore incasso per 100 milioni e nel pomeriggio scopriamo che dovremo spendere 1,2 miliardi di euro. Da dove arriveranno queste risorse? Dagli stessi maggiori finanziamenti statali o saranno sottratti alle risorse già stanziate per altre opere nel territorio siciliano? Quale che sia la risposta, mi sembra chiaro - conclude - che ai siciliani verranno meno delle risorse. Piuttosto che fare annunci mi auguro che già domani il Presidente della Regione Schifani venga in parlamento a riferire".

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