Coronavirus, De Luca in piazza: “Misure straordinarie dal Comune, ma lo Stato ci pugnala alle spalle”

Il sindaco rassicura gli esercenti su una ulteriore manovra di Palazzo Zanca dopo l'incontro col prefetto: “Governo nazionale e Regione non hanno ancora restituito i 60 milioni che abbiamo anticipato. Così moriremo di fame”

E’ convocata la giunta comunale domani alle 18 per mettere in campo misure straordinarie e urgenti, dopo le ulteriori restrizioni legate all’emergenza coronavirus che rischiano di fare morire più di fame che di Covid.

L’annuncio è del sindaco Cateno De Luca, sulla scalinata di fronte Palazzo Zanca, dopo essere sceso al fianco degli imprenditori e dei rappresentanti di categoria che protestavano e dopo aver parlato col prefetto sui rischi di forti tensioni sociali che corre la città.   

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“Noi non siamo la Lombardia, non siamo Roma – ha detto De Luca - La nostra capacità di ripresa è diversa. E chi fa Dpcm lo dovrebbe capire e fare provvedimenti differenziati. Noi non pretendiamo di essere assistiti, ma di essere trattati valutando il contesto, calibrando provvedimenti in base alla realtà socio-economica”.

Già nella mattinata di domani, il sindaco incontrerà le organizzazioni di categoria ed ha assicurato il massimo impegno: “Non permetterò che muoia neanche un imprenditore”. Quello che preoccupa è la mancanza di liquidità: “Tutto quello che possiamo mettere in campo lo metteremo – spiega – abbiamo la capacità di fare una ulteriore manovra ma non ho la liquidità che avevo in cassa, perché chi me la doveva già dare non me la sta trasferendo. Così va tutto in cortocircuito, questa è la mia paura oggi”. 

Duro l’attacco al governo nazionale e regionale: “Non possiamo continuare ad essere i soggetti che sul territorio devono rappresentare lo Stato mentre lo Stato ci pugnala alla spalle. Lo Stato e la Regione non mi hanno dato neanche i soldi che mi dovevano restituire, 60milioni di euro di liquidità, soldi spesi dal Comune insieme alle azioni messe in campo. Ognuno di noi deve essere messo nelle condizioni di lavorare senza assistere a qusti scaricabarile. Dateci i mezzi per affrontare questa fase, non è possibile stabilire chiusure e limitazioni stando sul pulpito del 27”, ha ribadito con riferimento a coloro che hanno lo stipendio fisso. “Bello stabilire cosa chiudo, cosa limitare, tanto per la pubblica amministrazione il 27 arriva – ha rincarato - Io non voglio innescare nessuna guerra ma è una riflessione sincera su questo aspetto. Anche perché vi assicuro che pure il partito del 27 rischia di morire. Oggi guardiamo i cadaveri degli altri che passano ma i prossimi sarete voi, perché si innescherà un effetto domino”.

Poi rivolto di nuovo a Musumeci e Conte: “Sul tavolo ci vogliono i soldi che avevate promesso. Questo ho detto anche al prefetto. Non è possibile che il governo continui con le omissioni mentre noi rischiamo anche di essere arrestati se protestiamo. L’omissione di Stato non è più consentita. Noi alziamo le mani di fronte ad un virus che riprende vita – ha concluso De Luca - Non sto qui a pensare perché e per come. Io mi predo le mie responsabilità.  Il Comune di Messina andrà avanti, anche se si indebita”.

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