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VIDEO | Andreacchio: "Noi alla fame ma non c'è evidenza scientifica che nei ristoranti si veicoli il covid"

La titolare de "La trattoria del marinaio" chiede l'impiego di vaccini e sottolinea la necessità di riaprire l'attività. "Abbiamo investito per la sicurezza nei locali, fateci lavorare"

 

"Siamo stati catalogati come untori quando quest'anno abbiamo visto che non c'è una statistica in cui si conferma che nei ristoranti si possa prendere il covid". La posizione di Maria Carlotta Andreacchio, ristoratrice messinese, è netta e precisa: adesso si deve guardare alla riapertura in piena sicurezza. 

"Meglio rischiare che morire di fame", la protesta di ristoratori e wedding parte da Messina 

"Abbiamo speso migliaia di euro per poterci adeguare a restrizioni, sanificazioni e a tutto quello che serve per non far sì che ci siano i contagi, ma ci siamo trovati inermi a guardare banche piene, supermercati pieni, ufffici postali e tutto ciò che ha continuato a fare un suo percorso lavorativo mentre su di noi un sopruso", spiega. 

La soluzione dei vaccini potrebbe essere la speranza per riuscire a riaprire le saracinesche. "Può essere uno spunto positivo per farci ripartire e per le persone che con questa rassicurazione tornerebbero", ha concluso. 

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