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Cronaca Torregrotta

A Carnevale ogni scherzo vale ma esplode l'indignazione per la maschera a Padre Pio

Sdegno e preoccupazione a Torregrotta per il gesto di qualche ragazzino alla statua di piazza Unità d'Italia. La segnalazione della consigliera Pavasili

Una maschera di carnevale sul volto della statua di padre Pio. Uno scherzo da ragazzi che ha scatenato indignazione a Torregrotta dopo la segnalazione della consigliera Antonella Pavasili con un post sulla sua pagina social.

Uno scherzo goliardico o come ha ammonito di recente papa Francesco è sintomo di una “fede spesso negata, derisa, emarginata e ridicolizzata”? Il dibattito è aperto fra chi mette in guardia su ragazzini “annoiati” e “aridi” che sono ormai circondati da “troppi simboli satanici” e compiono azioni vergognose e chi ricorda che a “Carnevale ogni scherzo vale” ma solo quello che genera allegria e non blasfemia.

Non manca chi li difende e avanza l’ipotesi che San Pio si sia divertito con i ragazzi e che forse sarebbe meglio preoccuparsi “di quella oscena e miliardaria cappella con volta in oro costruita in suo onore, lui che era un povero francescano”.

Di certo, ora non si escludono provvedimenti per il gesto, dopo la presa di posizione della consigliera che invita “tutti a pregare Padre Pio invocando il perdono per questi ragazzini e la forza per i loro genitori, ove mai lo sapessero, di punirli in modo esemplare. Magari mandandoli a pulire coi migliori panni quella statua. Che non è solo un pezzo di bronzo. Ma un amico. Che a sera in tanti salutiamo”.

“Ho molto riflettuto prima di pubblicare questa foto – scrive la consigliera - scattata da un amico che mi ha autorizzata a pubblicarla. Ho molto riflettuto perché sento ancora un dolore sordo al centro del petto. Come se mi avessero sferrato un pugno violentissimo o come se mi avessero accoltellata. Io ricordo benissimo quando quella statua di Padre Pio venne posta all’ingresso della piazza Unità d’Italia di Torregrotta. Ricordo l’impegno di tante signore a ricercare i fondi. Una raccolta lunga e paziente, sostenuta dalla profondissima fede e dal particolare affetto che legava loro e tantissimi credenti a padre Pio”.

E ancora: “Vedere quella statua ridicolizzata da un gruppo di ragazzini in vena di scherzi idioti, con quell’orribile maschera a coprire la sua barba, i suoi occhi dolci, il suo volto buono è semplicemente insopportabile. E mi chiedo come la mente e il cuore puro di ragazzini imberbi possa aver concepito simile sacrilegio. Mi chiedo di quali valori siano stati nutriti, quali siano i loro sogni, se ne hanno qualcuno, quali i loro sentimenti. E poi penso ai loro genitori. Alla vergogna che proverebbero se sapessero che i loro figli hanno fatto una schifezza del genere. Al senso di colpa per non aver capito il loro disagio, la loro oscena superficialità, la loro capacità di offendere il sentimento religioso di migliaia di persone”.

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