Cronaca

Spacciava il metadone del Sert: condannato a un anno e due mesi

Secondo l'accusa Massimo Grimaldi, avrebbe ceduto a Stefano Garufi, deceduto in seguito per overdose, una quantità smodata di sostanza che l'imputato riceveva ogni settimana dal centro che lo aveva in cura

È stato condannato in primo grado a un anno e due mesi di reclusione Massimo Grimaldi, l'uomo accusato di omicidio come conseguenza di altro delitto. Secondo l'accusa Grimaldi, avrebbe ceduto, ovvero consumato, assieme a Stefano Garufi, deceduto in seguito per overdose, una quantità smodata di metadone, pari al doppio di quella efficace e stabilizzante per la sindrome di astinenza da oppiacei.

Grimaldi, in cura al Sert, riceveva ogni settimana la dose nel quantitativo prescritto dalla terapia "a scalare" con cui veniva curato. I fatti risalgono al 2019. Come emerso nel corso delle indagini, la sera del decesso di Garufi, Grimaldi era in sua compagnia. I due, infatti, si conoscevano da diverso tempo ed erano stati assuntori di sostanze stupefacenti. 

All'interno della giacca di Garufi, inoltre, sono stati trovati due flaconi di metadone con le etichette parzialmente sbiadite che riportavano la data del 31.10.2019, compatibile con il giorno in cui il Grimaldi si era recato al Sert per ottenere la "dose" settimanale. 

"L’esame tossicologico effettuato sulla persona offesa ha acclarato talune emergenze che imponevano una (perizia) una sentenza di assoluzione.
La quantità di metadone cloridrato presente in dosi elevati nel sangue e nelle urine del Garufi sarebbero superiori al quantitativo di metadone di cui l’imputato disponeva. A ciò si aggiunga che è pacificamente emerso come la persona offesa fosse un consumatore non occasionale di metadone.
La prova da cui desumere che la cessione è attribuibile al mio Assistito appare a mio avviso indimostrato",  ha commentato l'avvocato Nino Cacia, difensore di Grimaldi. 

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