Cronaca

Matrimoni finti per favorire l'immigrazione, nove condanne

Il verdetto del giudizio abbreviato ai componenti dell'organizzazione criminale sgominata durante l'operazione Zifaf. A capo due cittadini marocchini che organizzavano i viaggi e assistevano per le pratiche con un preciso tariffario

A distanza di quattro mesi dall'operazione Zifaf, il tribunale ha condannato i nove componenti del gruppo criminale che organizzava matrimoni finti per favorire l'immigrazione clandestina. 

Ad emettere la sentenza è stato il gup Maria Militello dopo il giudizio abbreviato. Pene che vanno da un massimo di undici anni a un minimo di tre. In particolare sono stati condannati, Angela Augliera 5 anni, Laura Bonaccorso 4 anni e 4 mesi, Abderrahim CherKaoui, 6 anni e 8 mesi, Abderrahim Es Asri 11 anni e 5 mesi e El Habib Es Asri 3 anni e 8 mesi, Yassine Errouichaq 6 anni, Angela Olivieri 6 anni e 4 mesi, Soussi Kaid Oussama 4 anni, Alessandro Tricomi 6 anni e 4 mesi.

La vicenda

Nel dicembre 2020 la guardia di finanza ha smantellato un'organizzazione criminale con base a Messina, dediti al favoreggiamento dell’ingresso/permanenza clandestina di cittadini extracomunitari irregolari sul territorio italiano. Furno disposti sedici arresti e Le indagini, condotte dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, hanno permesso di far luce su uno strutturato sistema illecito, finalizzato all’organizzazione di matrimoni fittizi tra cittadini italiani e stranieri (marocchini, algerini e tunisini), con lo scopo di conseguire la carta di soggiorno per motivi di famiglia, essenziale per l’ingresso e/o la permanenza nel territorio dello Stato italiano, ovvero per “sanare” la posizione di quelli destinatari di Decreti di Espulsione dal territorio dello Stato, già emanati dalla Prefettura e resi esecutivi dalla Questura.

L'inchiesta, nome in codice “Zifaf” ha permesso di far luce su un consolidato sistema illegale, finalizzato all’organizzazione di matrimoni fittizi tra cittadini italiani e stranieri (marocchini, algerini e tunisini), con lo scopo di conseguire la carta di soggiorno per motivi di famiglia, essenziale per l’ingresso e/o la permanenza nel territorio dello Stato italiano, ovvero per “sanare” la posizione di quelli destinatari di Decreti di Espulsione dal territorio dello Stato, già emanati dalla Prefettura e resi esecutivi dalla Questura.

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