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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca

Aborto, Cgil Sicilia sul tasso di medici obiettori: "Servizio inadeguato, occorre rivedere l'organizzazione"

Dopo l'appello all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, della parlamentare di Articolo 1 Maria Flavia Timbro, scende in campo anche il sindacato. Chieste garanzie per la salute delle donne. "Urgenza che riguarda anche i consultori"

C'è un caso Messina sulla questione aborto e ginecologi obiettori ma è tutta la Sicilia che paga lo scotto di carenze e ipocrisie.

Dopo l'appello all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, della parlamentare di Articolo 1, Maria Flavia Timbro che ha messo in evidenza come in città e provincia su 53 ginecologi 52 si dichiarano obiettori e hanno dunque deciso di non praticare interruzioni di gravidanza, è la Cgil Sicilia a intervenire sulla questione.

"Il diritto all'aborto nel nostro Paese è garantito da una legge dello Stato, tuttavia esercitarlo non è scontato o facile vista la gran quantità di medici obiettori",  sostiene la segretaria regionale, Gabriella Messina, e la responsabile del dipartimento Politiche sociali, Elvira Morana. Le due esponenti sindacali giudicano "gravissimo" quanto accaduto negli Stati Uniti con la sentenza della Corte Suprema americana che è intervenuta su "un diritto civile delle donne, cosa che fa temere un nuovo medioevo anche per altri diritti". E che sottolineano "sta dando fiato alle trombe di certa destra nostrana che vorrebbe farci tornare con prepotenza indietro su una materia regolata dalla legge e validata anche da un referendum". 

Quanto alla situazione siciliana, Messina e Morana rilevano che il tasso di obiettori medici ginecologi è dell'81,6 per cento, degli anestesisti del 73,1 per cento, del personale non medico dell'86 per cento. Delle strutture solo il 54 per cento è attrezzato per l'Ivg e le carenze determinano che c'è una struttura dove un medico non obiettore ha un carico da solo del 16,2. "Sul servizio come da tempo richiesto all'assessore e alla commissione legislativa Sanità - dicono Messina e Morana - andrebbe effettuata una lettura mirata. I dati rivelano, infatti, una inadeguatezza attuale del servizio e la necessità di rivedere l'organizzazione sul territorio a garanzia della salute delle donne e dei medici non obiettori, urgenza che riguarda anche i consultori".

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