Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Messina Servizi, lavoro sospeso o ridotto per i dipendenti

La decisione presa dalla società che gestisce i rifiuti poco dopo la terza bocciatura in consiglio comunale della nuova Tari. La comunicazione trasmessa ai sindacati. Il fondo di integrazione salariale deciso in seguito all'emergenza Covid

Il presidente Giuseppe Lombardo

Messina Servizi ha attivato il fondo di integrazione salariale per i propri dipendenti. Ad annunciarlo è la stessa società che gestisce i rifiuti con una pec indirizzata ieri sera ai sindacati poco dopo la terza bocciatura del consiglio comunale alle nuove tariffe Tari

Una manovra che vedrà la possibile sospensione o riduzione dell'orario di lavoro per una durata massima di 28 settimane, per il personale che al momento consta di 594 unità. 

L’impresa - si legge nella nota della società -  si trova ad affrontare un’importante ed imprevedibile crisi imputabile ad eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid, con conseguente ed inderogabile necessità di ridurre-sospendere l’attività lavorativa del personale previsto dalla normativa vigente, anche al fine di proteggere la salute di lavoratori e della cittadinanza.

"Si tratta di una misura prevista dall'emergenza legata alla pandemia - spiega a MessinaToday il presidente Giuseppe Lombardo - ma nessuno dei nostri lavoratori perderà un euro dal proprio stipendio. Noi abbiamo l'obiettivo di salvaguardare il livello occupazionale, mantenere il bilancio in equilibrio e gestire le discariche post mortem per evitare danni ambientali. Ci siamo trovati quindi di fronte all'esigenza di fronteggiare maggiori costi e compensare la mancata attivazione del nuovo Piano economico finanziario. Ma gli investimenti futuri non sono a rischio".

Intanto, il tema rifiuti resta caldo. Ieri il consiglio comunale ha detto nuovamente di no al nuovo piano tariffario sui rifiuti. Con sedici voti contrari è stata bocciata la determina del sindaco De Luca, non presente alla seduta. I lavori sono stati caratterizzati da un clima tutt'altro che sereno e il culmine si è raggiunto quando l'assessore Dafne Musolino è stato allontanato dall'aula. A bocciare il piano dell'amministrazione con un aumento medio delle tariffe del 9%, sono stati gli esponenti di Pd, 5 Stelle, Lega (tranneil consigliere Schepis che si è astenuto), Ora Messina e Sicilia Futura.

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