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Muore dopo aver assunto metadone, a giudizio l'amico 48enne

Secondo la difesa la quantità di metadone rinvenuta nel cadavere è superiore a quella nella disponibilità dell’imputato

Il Gup Valeria Curatolo ha rinviato a giudizio per il prossimo 18 gennaio 2021, il giovane Massimo Grimaldi che secondo l’accusa avrebbe ceduto del metadone - dallo stesso assunto a fini terapeutici - a Stefano Garufi, un amico morto dopo l’assunzione.

“Confidiamo nell’approfondimento istruttorio - rileva il difensore Nino  Cacia - al fine di chiarire due questioni rimaste irrisolte in sede investigativa: quantità di metadone rinvenuta nel cadavere ben superiore a quella nella disponibilità dell’imputato ed emergenze istologiche”. 

Secondo il medico legale, infatti, la quantità di metadone ingerita dal Garufi sarebbe stata assunta nel range temporale compreso tra le 24 e le 36 ore antecedenti il decesso. Step temporale incompatibile - secondo quanto emerso dal compendio investigativo - con il contatto con l’imputato.

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