Sgombero hotspot e Cas di Bisconte, il futuro dei 20 lavoratori si gioca in Prefettura

Fumata nera dall'incontro tra gli operatori e il vicesindaco Previti. La Cgil chiede un tavolo tecnico in Prefettura. All'orizzonte un nuovo bando per la creazione di due strutture da utilizzare per la quarantena

L'hotspot di Bisconte prima dello sgombero

L'incontro di ieri a Palazzo Zanca con il vicesindaco Carlotta Previti non è servito a chiarire quale sarà il futuro dei venti lavoratori che rischiano il licenziamento dopo lo sgombero dell'ex caserma Gasparro di Bisconte. Tutto si dovrà, infatti, decidere in Prefettura.

L'assenza di migranti nell'hotspot, finito da settimane al centro delle polemiche, rende vana la presenza degli addetti al Cas (centro di accoglienza straordinaria) all'interno della struttura. E proprio per questo una delegazione di dipendenti, in organico alla cooperativa Badia Grande aggiudicataria dell'appalto, si è recata al Comune. L'obiettivo era incontrare direttamente De Luca, ma il primo cittadino ha delegato la questione al suo vice. 

Ma al termine del faccia a faccia con Previti è emerso che ogni decisione dovrà essere presa dal prefetto Maria Carmela Librizzi. In ballo c'è un nuovo bando per la creazione di due strutture da utilizzare per la quarantena, fuori dal centro cittadino e con ampi spazi esterni. Una speranza per i lavoratori del Cas di Bisconte che vogliono sfruttare questa opportunità prestando servizio nei centri in via di realizzazione. "Vogliamo una continuità lavorativa - precisa l'operatore Diego Vadalà - siamo disposti a tutto per difendere il nostro futuro".

E sulla vicenda è in prima linea la Cgil. Il sindacato ha chiesto la convocazione di un tavolo urgente a Palazzo del Governo proprio per affrontare la problematica. "Tale richiesta - precisano il segretario generale Francesco Fucile e quello provinciale Elena De Pasquale - si rende necessaria per definire, con il Comune di Messina e la Cooperativa Badia Grande, ogni utile iniziativa volta alla tutela dei dipendenti di cui in oggetto, stante le difficili condizioni in cui si è sviluppata la sospensione di fatto delle due strutture e le ricadute gravissime che si avranno sui lavoratori in caso la situazione dovesse perdurare".

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