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Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca

"Adolescenti e sfide pericolose nel lido abbandonato di Mortelle", cresce l'allarme sui minori a rischio

Fra rifiuti, capannoni pericolanti e scale che scricchiolano, passano i loro pomeriggi e le serate tra fumo e skatebord sui tetti e piscine dismesse. A tu per tu con lo psicoterapeuta Fabio Costantino su una situazione ad orologeria e la prevenzione che non c'è

Il balconing è uno dei divertimenti estremi preferiti, ma c’è anche il binge drinking e soprattutto lo skate da fare però, possibilmente, nei posti più pericolosi. Comportamenti che vanno oltre il comune senso del limite e della trasgressione per giungere in un territorio dove a rischio c’è la vita stessa. 

C’è tanta preoccupazione per l’escalation di reati e disagi segnalati fra i giovanissimi e anche per quello che sta diventando il nuovo punto di riferimento di molti ragazzini messinesi, più o meno annoiati e più o meno disagiati, che come canta Ligabue sono “in mezzo a una vita che poteva andare ma non si sapeva dove…”.

Questo “dove” per il momento è a Mortelle, in quello che rimane del lido e dell’Hotel delle Palme abbandonato da anni. Fra rifiuti, capannoni pericolanti e scale che scricchiolano, passano i loro pomeriggi e le serate tra fumo e skatebord sui tetti e non sanno nemmeno di essere figli e nipoti di chi quel  posto lo ha frequentato quando era il fiore all’occhiello della riviera messinese. Così come non sanno che nel 2017, dopo la vendita all’asta per un milione e mezzo alla Eluele srl, si era sperato che potesse rinascere, che potesse essere strappato dal degrado.

Invece rimane terra di nessuno. Dove – nel deserto di servizi, stimoli e luoghi di aggregazione - possono scorazzare con lo skate in quella che una volta era una spettacolare piscina oppure arrampicarsi sui tetti, come mostra la foto scattata in questi giorni e fare festini all’imbrunire. Semplice trasgressione? Fatalismo? In fondo, sentirsi immortali è tipico di chi è giovane. 

Angelo Costantino-3“Forse, ma c’è anche un cedimento del livello di guardia nei confronti del pericolo che sta assumendo connotanti esasperati in città - spiega Fabio Costantino, psicoterapeuta e già Garante dell’infanzia per il Comune di Messina (nella foto) – una situazione che degenera ogni giorno che passa e che comunque è già all’attenzione delle forze dell’ordine”. 

In che senso?

“Troppi reati minorili, episodi di bullismo, disagi che richiedono assistenza neuropsichiatrica e dunque segnalazioni sui posti caldi da monitorare”.

Come piazza Municipio? Anche lì sembra ci sia molto da controllare... Gira voce che facciamo pearsing e tatuaggi, fuori ogni controllo e senza le più basilari regole igieniche.  Di recente anche episodi di vandalismo, come il cartello con la storia di palazzo Zanca imbrattato.

“Piazza Municipio è un microcosmo. Tra quelle aiuole si snodano storie, amori, avventure e talvolta sì anche trasgressioni. Lì tanti ragazzi appagano il loro bisogno di appartenenza, tanti altri vagano in solitudine alla ricerca di un senso alla loro esistenza spesso rubata da lupi e iene in agguato che approfittano della loro ingenuità,  isolano la preda e quando è il tempo attaccano senza pietà. Il cartello imbrattato? Più o meno, come l’anima più profonda di questa città. Grazie alla videosorveglianza, sembra abbiano individuato i responsabili. Uno dei ragazzi mi ha detto: ‘Dovevano riprenderci quando spazziamo noi le scale o quando raccogliamo la spazzatura dalle siepi’. Vede, la verità è che quella Piazza è tanto allegra quanto pericolosa, è crocevia del bisogno di socializzazione dei minori che però senza alcun controllo sembra assumere contorni preoccupanti  e non sarà di certo la rimozione di un cartello imbrattato a cancellare il nostro senso di colpa per non esserci mai occupati di prevenzione”.

Costantino, cosa succede ai giovani di Messina? 

“Succede che da mesi viene segnalato il dilagare del disagio tra gli adolescenti che sta assumendo proporzioni preoccuparti con la manifestazione di condotte che li mettono a serio rischio. Numerose sono state le segnalazioni in questi ultimi mesi da parte delle Istituzioni ma nulla è cambiato”.

E’ di questi giorni una nuova segnalazione: un nutrito gruppo di ragazzi da mesi si introduce nei locali dell’ex Hotel delle Palme mettendosi a serio rischio, pare che le stesse piscine dismesse dell’Hotel vengono utilizzate dai ragazzi per fare skateboard mentre si fanno festini all’imbrunire su terrazze e locali.

“Che dire. Ho anche io questo tipo di segnalazioni. L’hotel è inagibile e in alcune parti a rischio crollo. Se solo un'impalcatura cedesse potrebbe accadere una strage. Ma in una città che non ha spazi di aggregazione per i giovani e anche per i meno giovani, capita di ritrovarsi nei luoghi meno opportuni”.

Cosa si può fare, oltre il fatto che la  politica dovrebbe avvalersi della competenza dei tecnici che seguono questi ragazzi perché conoscono il fenomeno e possono dare utili suggerimenti?

“Bisogna puntare sulla prevenzione. Quando un ragazzo ha poche aspettative nei confronti dell’avvenire, quando nelle famiglie non ci sono gli anticorpi o peggio sono all’origine della ‘malattia’, ci si può comportare come se non si avesse nulla da perdere e accostarsi a situazioni di rischio in questo caso diventa la loro normalità. Occorre fare tanto lavoro,  a cominciare dalle scuole, per dare a questi ragazzi l’occasione di deviare da un futuro incerto. Ma soprattutto ci dovremmo chiedere ogni tanto cosa pensano quei ragazzi. Loro sanno di noi ma noi  di loro, di quei vissuti, di quei dolori non sappiamo nulla. Avere l’umiltà di chiedere a chi quei ragazzi li incontra ogni giorno sarebbe già un passo avanti”.

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