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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca

E' morta Adriana Zimbaro Minniti, una vita per i diritti delle donne

Pioniera per le battaglie sul divorzio e a sostegno della legge sull'aborto, fondò a Santa Lucia del Mela il primo consultorio. Il ricordo di chi ha combattuto al suo fianco

"Dobbiamo lottare sempre, perché non siamo mai al sicuro" non si stancava di ripeterlo quando parlava delle donne. Risuonano queste sue parole ora che Adriana Zimbaro Minniti è morta, a 86 anni: una vita spesa per i diritti, per la libertà di scelta, per la difesa di leggi come quella sull'aborto.

Ha segnato la storia di Messina per le sue battaglie civili e politiche dalla parte delle donne. Zimbaro Minniti, da donna, sapeva accogliere il dolore di maternità interrotte, perdute, insperate. Tanti ricordano il suo impegno prima per avere la legge 184 e poi per difenderla. A Santa Lucia sopra Contesse, insieme a Udi che ha poi ha fondato il Cedav a Messina, ha contribuito a realizzare il primo consultorio autogestito prima ancora della legge che li istituisse e per diffondere la contraccezione tra le donne, soprattutto quelle dei quartieri popolari.

Bellissima, alta e carismatica – ricorda Carmen Currò presidente emerito del Cedav a MessinaToday - riempiva la stanza con la sua presenza. “Era un pilastro negli anni Settanta, pioniera delle battaglie per le donne a Messina – ricorda – a partire dalla legge sul divorzio. Non dimenticherò mai la sua generosità e la sua passione che la portò anche a intestarsi i locali dello Iacp a Santa Lucia Sopra Contesse dove è stato creato il Consultorio che le portò anche tante rogne come minacce da parte di mariti che vedevano come fumo negli occhi la nostra presenza come Udi”.

Una sensibilità rara, che anche per esperienze personali, l’ha portata poi a fondare una associazione per disabili psichici. La figlia Alessandra Minniti, dirigente scolastica, ha dato l’annuncio della morte con un ricordo amorevole e appassionato: “Se penso alla mia infanzia e giovinezza - ha scritto su fb - mia madre è stata un modello di passione civile, una vera pasionaria dei diritti delle donne, con una particolare sensibilità sociale, perché lei si è sempre battuta per i più umili e indifesi, quando, pur rimanendo ciò che era, frequentava i quartieri più poveri, dove non arrivano i servizi sociali, dove diffusi erano gli aborti clandestini e le violenze in famiglia e il carcere. Ma lei non ha mai avuto la puzza sotto il naso e si batteva per ottenere servizi”.

“Ho imparato da lei e da mio padre – scrive Minniti - che essere di sinistra è un dovere cui è difficile sottrarsi. E lei non si è mai sottratta, impegnandosi gli ultimi trent'anni nel sostegno alle famiglie dei disabili psichici, battagliando con i medici per l'inserimento nelle comunità, per il diritto alle cure, e per combattere in ogni modo il crudele tabù che impedisce ancora oggi che vi sia solidarietà verso chi è affetto da malattia mentale”.

Il funerale laico si svolgerà martedì alle 16 presso l'ingresso del Gran Camposanto.

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