Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Addio a Simona Mafai, messinese per amore

E' morta uno dei simboli della sinistra italiana che dedicò alla città dello Stretto tanti anni di battaglie e passione. A cominciare dall'emergenza abitativa dei baraccati

Non è facile immedesimarsi nella forza e nella passione dei primi anarchici-socialisti-comunisti italiani che volevano costruire una società nuova, che desse a tutti il diritto di organizzarsi, di parlare, di elaborare le proprie rivendicazioni, di votare ed essere eletti, diventando compiutamente cittadini.

Così scriveva Simona Mafai ormai un decennio fa parlando dell’eroe antifascista messinese Francesco Lo Sardo che studiò a lungo – così come fece anche con Antonio Gramsci - lasciandoci tante testimonianze e saggi. 

E forse non è facile davvero immedesimarsi per noi comuni mortali, ma di sicuro ci riusciva l'ex senatrice del Pci e consigliere a Sala delle Lapidi morta ieri a 90 anni.  

Un lutto. Non solo per la Sinistra, che perde una delle sue menti storiche, ma per la Sicilia intera e per Messina in particolare, città che è rimasta nel cuore della Mafai fino all’ultimo giorno.

Perché qui Simona è vissuta a lungo, ha conosciuto l’amore della sua vita, Pancrazio De Pasquale, già presidente dell’assemblea regionale siciliana e parlamentare europeo che fu anche consigliere comunale di Messina e al suo fianco fu protagonista di grandi battaglie come quella contro i missili a Comiso.

Ma anche negli anni in cui De Pasquale era deputato nazionale, era la fine degli anni Cinquanta, Simona era impegnata a cambiare Messina come componente della segreteria del Pci dove curava, grazie alla sua straordinaria capacità comunicativa, soprattutto stampa e propaganda.

Nel comitato cittadino poi si occupò di un tema ancora caldo per Messina, la questione abitativa, sostenendo i baraccati perché si varasse la costruzione di case popolari. 

Addio Simona Mafai, volto storico del Pci 

Anche quando diventò responsabile femminile nella segreteria regionale e si era già trasferita a Palermo, manteneva alta l’attenzione sulla città. E’ in quegli anni, infatti, che chiama Angela Bottari per chiederle di costituire la commissione femminile dello Stretto. «Andai a Palermo per parlarne - ricorda oggi la Bottari, che allora si occupava della segreteria del comitato cittadino -  Accettai volentieri l’incarico, portando poi avanti in sinergia tutta una serie di battaglie importanti sui diritti delle donne, dal divorzio, agli asili nido, all’aborto, impegnandomi a sostegno della riforma del diritto di famiglia. Simona Mafai - ricorda ancora Angela Bottari (nella foto in basso con l'ex senatrice) - dedicò sempre grande attenzione alla costruzione dei “quadri” femminili del partito e Messina offriva molto da questo punto di vista. Tante furono infatti le messinesi che poi andarono a ricoprire incarichi di prestigio anche in altre province, come Silvana Barillaro e Caterina Santamaria”.

Mafai, tra le fondatrici con Letizia Battaglia della rivista di cultura "Mezzocielo", nell'ultimo numero scrive un articolo sull'uso di alcuni termini del linguaggio politico come "popolo", "cambiamento" e "sovranità". In un suo scritto precedente riserva invece grande attenzione ai giovani. Quasi un testamento: “Sono le nuove generazioni – scriveva - che devono assumersi, da protagoniste, la responsabilità di fare uscire il paese dal disastro economico e morale in cui è impantanato, avviandolo ad un avvenire libero, produttivo, giusto. Come avvenne nel secolo scorso, dopo la fine della guerra mondiale, pur con i lutti e le macerie che avevamo alle spalle. Fare politica onesta e pulita nei tempi che viviamo oggi comporta rischi, ma bisogna avere il coraggio di correrli, perché possono nascondere prospettive imprevedibili e forse anche realtà affascinanti da portare alla luce”.

Grazie Simona.

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