Il mistero del piccolo Gioele, il padre lo cerca ancora a Caronia

L'attenzione puntata a capire se il bimbo fosse con Viviana Parisi quando c'è stato l'incidente in autostrada o è sparito ancora prima. Fuoriuso le telecamere del Cas. L'appello ad eventuali testimoni e il giallo sui venti minuti a Sant'Agata di Militello

Era nell’auto con la mamma il piccolo Gioele quando c’è stato l’incidente a Caronia? E’ questo uno dei punti interrogativi più inquietanti nella tragica storia ancora tutta da scrivere di Viviana Parisi, trovata morta ieri nelle campagne di Caronia ad un chilometro e mezzo dal posto dove è stata vista l'ultima volta.

E l’ultima volta è proprio quella dell’incidente in galleria con un furgone di operai che si occupano di manutenzione stradale.

Un incidente di poco conto, si è detto, ma che ha costretto i due mezzi a fermarsi. Viviana Parisi era nella corsia di sorpasso quando le due fiancate si sono urtate. Gli operai sono scesi dal furgone ed essendo del mestiere hanno subito pensato alle manovre per mettere in sicurezza la zona ed evitare ulteriori incidenti.

E’ stato in quel frangente che la donna è scesa dall’auto e si è allontanata.

Gli operai sono stati interrogati a lungo. Fondamentale la loro testimonianza per capire se era da sola o in compagnia del bimbo ma su questo particolare, le forze dell’ordine sono abbottonati. Secondo indiscrezioni le dichiarazioni sarebbero contrastanti.

Il dubbio è che la scarsa “visibilità” possa avere tratto in inganno i testimoni. Posizionati dentro la galleria, infatti, nel punto in cui c’è stato l’incidente e guardando fuori, verso la luce, la visuale non è chiara perché la luce abbaglia.

Da qui l’appello rinnovato a tutti coloro che transitando possono aver visto qualcosa, anche perché nessun aiuto può arrivare dal sistema di telecontrollo del Consorzio autostrade, dal momento che le telecamere sono fuori uso.

“Il sistema di telecontrollo in autostrada – aveva detto pochi giorni fa a MessinaToday il direttore generale del Cas Salvatore Minaldi -  funziona in tutti i caselli e le gallerie così come previsto dalla legge”. Ma alla domanda se nel tratto che va da Valdina a Caronia ci sono telecamere non ha saputo rispondere: “Non sono un computer”, ha detto laconico.

Ora è chiaro che non è sul sistema di telecontrollo del Cas che si potrà contare per fare chiarezza ma solo su eventuali altre testimonianze.

Quando è intervenuta la pattuglia della polizia stradale di certo Viviana era già sparita.

Un quadro che lascia aperte tutte le ipotesi.  Il bimbo era con lei quando è morta ed è stato sbranato dai cinghiali o altri animali che hanno forse devastato anche il corpo di Viviana Parisi? O il bambino è stato lasciato prima da qualche altra parte, a Sant’Agata di Militello, dove la donna è uscita per poi rientrare in autostrada? E’ ancora: si è suicidata lanciandosi dal traliccio dove è stato ritrovato il corpo? Ha compiuto qualche gesto inconsulto prima contro il piccolo Gioele e poi contro se stessa? Una ipotesi quest’ultima che la famiglia non riesce ad accettare.

Il padre Luigino, che oggi arriva da Torino a Messina, ritiene che mai Viviana avrebbe fatto una cosa del genere. Per il padre, Viviana non si sarebbe suicidata e il suo pensiero va al nipote con la speranza di poterlo riabbracciare.

Per gli inquirenti tutte le ipotesi sono aperte. Lo ha detto chiaro il procuratore di Patti Angelo Cavallo. Ma l’attenzione è concentrata su quei venti minuti di vuoto, quei venti minuti di buco nero fra l’uscita a Sant’Agata di Militello (dove si trova ora l’auto di Viviana Parisi per i rilievi della scientifica) e il rientro in autostrada. 

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Oggi, dopo l'intera giornata passata in Questura, il marito Daniele Mondello, si è unito alle ricerche a Caronia sulle tracce del figlio. Sembra che un proprietario terriero della zona si sia frapposto per evitare controlli ritenendo di non doverli fare entrare nel suo terreno. Mondello non ha visto ancora il cadavere della moglie portata ieri all'obitorio dell'ospedale Papardo dove sarà effettuato l'esame autoptico.

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