Cordoglio e scuse per la morte del sottufficiale Visalli, il cognato: “Ma la famiglia è rimasta sola”

Nessun sostegno psicologico per la vedova e gli orfani del militare morto per salvare un adolescente in balia delle onde a Milazzo. Oggi pomeriggio l'autopsia

“Mi dispiace tantissimo per quell’uomo, è morto da eroe”. “La notte mi sveglio e piango pensando ai suoi figli”, “Io, ve lo giuro, ero immerso dentro una tempesta e non l’ho visto, per questo quando sono rientrato a casa, dopo l’ospedale, ho scritto sui social”.

Prova a rimettere le cose a posto in una lunga intervista rilasciata a Repubblica il quindicenne di Milazzo trascinato dalle onde alte mentre il guardacoste Aurelio Visalli tentava di raggiungerlo.

Una tragedia che ha sconvolto l’Italia, la morte del sottufficiale, con strascichi di polemiche social legate anche alle scritte e al video del ragazzino che racconta la sua disavventura senza una parola rivolta al sacrificio del militare. Oggi quel ragazzino spiega che non ne sapeva nulla senza vincere lo scetticismo di chi ritiene che si tratti di un maldestro tentativo di giustificarsi e chi invece invita a non accanirsi contro ragazzini ai quali è stato augurato di tutto, dimostrando ancora una volta che spesso gli esempi degli adulti non sono certo un modello da seguire.

Un modello di coraggio e generosità è stato invece Aurelio Visalli, scomparso nel tentativo di prestare soccorso a chi era in pericolo. Oggi, alle 18, sarà eseguito l’esame autoptico dal medico legale Elvira Ventura Spagnolo, la stessa che si sta occupando anche del caso di Viviana Parisi e del piccolo Gioele, anche loro di Venetico come Aurelio Visalli. Prima dell'autopsia è previsto un vertice in procura, a Barcellona, dove è stato aperto un fascicolo per ricostruire l'esatta dinamica della tragica vicenda. Il cognato della vittima, Antonio Crea, ha avanzato sospetti sulle procedure e i mezzi in dotazione agli uomini che hanno effettuato l'intervento.

“I video pubblicati sui soccorsi raccontano tutto, c’è poco da aggiungere – spiega Antonio Crea a MessinaToday - aspettiamo solo, insieme a tutta la famiglia, che venga fatta giustizia, soprattutto per i due bambini che sono rimasti soli”.  E sulle dichiarazioni del ragazzo salvato? “Non so, forse si sarà pure reso conto, ma noi fin’ora non abbiamo visto nessuno di loro o delle loro famiglie che è venuto a chiedere scusa o a fare le condoglianze”.

Una solitudine che pesa per la famiglia, nonostante i tanti messaggi e il cordoglio delle più alte cariche dello Stato, anche perché nessun supporto di tipo psicologico è stato disposto per i ragazzi e per la vedova, tranne per qualche ora il giorno del recupero della salma, tra l'altro su espressa richiesta dei familiari.

Sulla vicenda anche l’intervento della Capitaneria di Porto di Catania. "Col suo gesto - si legge in una nota - ha onorato la divisa che indossiamo e il lavoro che ogni giorno svolgiamo per la sicurezza dei nostri cittadini". "Quello che possiamo dire al momento è che, in situazioni come queste - si legge ancora- quando è in pericolo la vita di qualcuno, come nel caso dei due ragazzi che stavano per annegare nel mare antistante Milazzo, il fattore tempo è l'elemento essenziale e determinante per il buon esito del soccorso".  Dalla Capitaneria fanno sapere come il "fattore tempo" sia "essenziale anche nelle operazioni di ricerca, avviate non appena si è avuta contezza della scomparsa tra le onde del nostro collega, Aurelio Visalli". 

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"Le condizioni meteo marine proibitive - continua la nota - non hanno scoraggiato noi, né i nostri colleghi della Marina Militare, come pure dell'Aeronautica Militare, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e dell'Agenzia Frontex, dal continuare senza sosta per tutta la notte le ricerche in mare con mezzi navali, aerei e terrestri". "Ora - conclude la Capitaneria di porto di Catania- è il momento di mostrare vicinanza alla famiglia di Aurelio e ai suoi colleghi ai quali oltre ai sentimenti dì cordoglio di tutto il personale del Corpo è stato anche offerto ogni tipo di supporto per affrontare questo momento di forte dolore".

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