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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Mandanici

Il giallo sulla morte del cacciatore di Antillo: "Qualcuno spostò il corpo subito dopo la sua morte"

Per la procura sarebbe stato un tragico incidente ma una nuova perizia del biologo molecolare forense, Salvatore Spitaleri, dà manforte alla tesi della famiglia. La moglie: "Non avrei mai voluto avere ragione ma non posso rinunciare a cercare la verità"

Il corpo spostato da qualcuno poco dopo la morte, l’impronta di una scarpa impressa con il sangue sulla giacca della vittima.

Sono i passaggi chiave della nuova perizia sul giallo per la morte di Giuseppe Mastroeni, 52 anni, di Antillo, morto in circostanze misteriose a novembre del 2017 a Monte Cavallo in territorio di Mandanici, dove era andato per una battuta di caccia al cinghiale.

La procura di Messina ha chiesto di archiviare come “incidente” ma la moglie Antonella Zuccarello non si è mai arresa alla tesi diun masso che ha colpito accidentalmente il marito e chiede la riapertura delle indagini.

A svelare i risultati della nuova perizia che potrebbe ora portare alla risesumazione della salma, il giornale “Il giallo” che dà conto di una nuova perizia, quella del biologo molecolare forense, Salvatore Spitaleri, con una lunga carriera al Ris di Messina, che porta acqua alla tesi già avanzata da un altro perito, l’ingegnere Rudi Urbani che aveva già scartato l’ipotesi di un masso caduto accidentalmente dal costone roccioso.

Con la perizia di Spitaleri, consulente della famiglia, emergono ora altri particolari come l’impronta di una scarpa impressa con il sangue sulla giacca di Mastroeni. Secondo Spitaleri chi ha calpestato il sangue per poi lasciare l’impronta, lo ha fatto quando il sangue era ancora fresco, subito dopo la morte altrimenti la scarpa non sarebbe rimasta imbevuta.

Il perito esclude che possa essere accaduto nelle fase di recupero del corpo, avvenute 12 ore dopo la morte, perché il sangue sarebbe stato già secco. L’impronta dunque potrebbe essere stata impressa durante le fasi di spostamento del cadavere avallato dal fatto che l’uomo presentava un’ampia ferita alla nuca nonostante sul posto in cui il corpo è stato rinvenuto non c’era alcuna traccia di sangue.

La speranza ora è che una nuova autopsia possa chiarire i dubbi che la moglie coltiva sin dai primi giorni della morte del marito e avallate da un testimone che qualche mese dopo la tragedia ha raccontato di aver visto Giuseppe Mastroeni litigare con qualcuno che lo avrebbe poi strattonato facendolo precipitare.

"Sono stata troppo male per gli esiti di questa nuova perizia. Non avrei mai voluto avere ragione - dice oggi a MessinaToday la moglie di Mastroeni assistita dal'avvocato Alessandra Maria Delrio - avrei preferito che si fosse trattato davvero di un incidente e che non si mettesse nero su bianco tutto quello che ho sempre saputo. Per me è stato difficile portare avanti questa battaglia alla ricerca della verità alla quale però non posso rinunciare. Lo devo a me stessa, a Giuseppe, alla mia famiglia".

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