Verso il nuovo Dpcm, l'Italia divisa: a Messina nel 2020 la mortalità è aumentata del 5%

I dati dell'Istat prendono in esame la media dei decessi fra gennaio e agosto tra il 2015 e il 2020. A esser maggiormente colpiti sono gli over 80, anche nella città dello Stretto dove rispetto alla media quest'anno sono morte 30 persone in più

Fra gennaio e agosto nel comune di Messina sono morte 1327 persone, la maggior parte delle quali di età superiore ai 64 anni. Circa 30 decessi in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni. A rendere noti i dati sulla mortalità è l'Istituto nazionale di statistica che in un report pubblicato il 22 ottobre e in continuo aggiornamento mette a confronto la mortalità media degli ultimi cinque anni con la mortalità dei primi otto mesi del 2020 per tutti i 7.903 comuni esistenti. Il dato del 2020, anticipato da Istat sulla base del sistema Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), evidenzia un incremento della mortalità del 4,22% nei capoluoghi di regione rispetto alla media del 2015-2019. A poche ore dalla diffusione del nuovo Dpcm che prevederà l'adozione di regole diverse in base al rischio di ogni area anche i dati numerici confermano la diffusione eterogenea dell'epidemia di covid con una differenza fra le regioni del nord, quelle del centro e quelle del sud.

"In particolare, la distribuzione dei tassi standardizzati è stata divisa nelle seguenti tre classi: la prima, definita a diffusione ”bassa”, comprende le province con valori del tasso inferiore a 150 casi per 100mila residenti (36 province, principalmente Sud e Isole); la seconda, definita a diffusione “media”, comprende le province con valori del tasso tra i 150 e i 450 casi per 100mila residenti (35 province, dell’Italia Centrale e del Nord); la terza classe, definita a diffusione “alta“, include le province con valori superiori ai 450 casi per 100mila residenti6 (36, in gran parte dell’Italia settentrionale)", si legge sul sito dell'Istat. 

Messina: a basso rischio sin da gennaio 

Mentre per tutta l'Italia il mese di maggio ha rappresentato il momento in cui si è esaurita la drammaticità dei decessi per coronavirus con un calo del -2.2% su tutto il territorio rispetto all'ultimo quinquennio e a fronte di un incremento del 49,4% nel solo mese di marzo 2020, il comune di Messina si è sempre posizionato nella fascia di basso rischio, senza superare mai, nei mesi più "caldi" del 7% l'aumento del tasso di mortalità rispetto alla media. Soltanto nel mese di marzo la mortalità ha sfiorato l'8% in più rispetto alla media degli anni passati, rientrando immediatamente nel mese di aprile. Un incremento, quello del primo mese di pandemia, legato per lo più agli over 64 (1,2% di mortalità) e agli over 80 (4,5%). 

A Palermo sono morte da gennaio a oggi 87 persone in più rispetto alla media, mentre a Catania sono decedute addirittura 64 persone in meno. I numeri dei comuni confermano il trend generale e la tripartizione della nazione. Si pensi a città come Milano, con un aumento di oltre 2000 morti rispetto alla media, a Genova, con oltre 1300 morti in più, o Bergamo che ha raddoppiato il numero di decessi. E non mancano, analizzando ancora i dati, piccoli comuni peloritani in cui il tasso di mortalità si è dimezzato o triplicato. Come Alcara Li Fusi, dove il tasso è diminuito del -47% con 10 decessi dall'inizio del 2020 a oggi, Falcone e Ficarra dove la mortalità è raddoppiata, Furnari che conta già 14 morti in più rispetto alla media di 19 con un aumento del 70%, Longi dove la mortalità è diminuita del -73%. 

Non si muore solo di covid 

Ma non tutti i morti in più sono morti per covid. I dati sulla mortalità, infatti, vengono calcolati comune per comune in base al numero assoluto di decessi, cioè senza specificare la causa ultima. Alcuni di questi sono stati quindi a causa del coronavirus, altri, invece, per altre patologie. A chiarire, ancora una volta, la rilevazione dei dati è l'Istat le cui statistiche sulla mortalità si riferiscono alle diagnosi del medico che indica su ogni cartella clinica la causa ultima del decesso. L'Istat basa la stima numerica sulla base di decessi che, per esser certificati e veritieri, vengono raccolti nell'arco di 24 mesi.  "A dicembre 2019 sono state prodotte le statistiche di mortalità relative ai decessi verificatisi nel 2017, entro la fine del 2020 verrà diffuso il dato relativo al 2018", si legge sul sito. 

Di conseguenza, paragonando le cause della morte nel 2017 e il numero di decessi nel 2020 per coronavirus, al primo posto in Sicilia si muore per malattie del sistema cardiocircolatorio (4549 morti nei primi cinque mesi del 2017), per tumori (2686), e, ancora, per malattie respiratorie (2540). I decessi per covid-19 sull'isola, fra gennaio e maggio, sono stati 263, cioè lo 0,8% rispetto al dato assoluto di mortalità. 

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