Morte Lorena Quaranta, la Procura: "È stato omicidio premeditato"

A De Pace è stato notificato in carcere l'avviso di chiusura delle indagini. A dare la svolta l'analisi dei messaggi che il giovane infermiere aveva inviato ai familiari pochi giorni prima il delitto

Antonio De Pace ha pianificato l'omicidio di Lorena Quaranta, morta per asfissia nella sua casa di Furci Siculo lo scorso 31 marzo. Lo ha stabilito la Procura di Messina che oggi ha notificato al 28enne, rinchiuso nel carcere di Gazzi, l'avviso di chiusura delle indagini. 

Confermata, quindi, l'accusa di omicidio volontario. Ma alla base ci sarebbe un'azione premeditata nonostante i futili motivi. Una ricostruzione che gli inquirenti hanno portato a termine dell'analisi di alcuni messaggi che il giovane aveva inviato ai familiari nei giorni precedenti all'omicidio. De Pace, infatti, aveva indicato la volontà di donare ai nipoti tutti i fondi da lui conservati, quasi a presagire la sorte che gli sarebbe toccata dopo l'uccisione della fidanzata. L'infermiere di origini calabresi avrebbe poi cancellato tali messaggi nel tentativo di nascondere le prove. 

Dal fascicolo del sostituto procuratore Roberto Conte, titolare delle indagini, si evincono anche le modalità con cui De Pace ha ucciso Lorena, secondo un piano studiato poco prima. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella notte, al seguito di una lite,  la ragazza è stata colpita con un corpo contundente e tramortita prima di essere strangolata a mani nude dal fidanzato. Tenuta in considerazione l'aggravante dell'omicidio nei confronti della persona legata sentimentalmente all'indagato che avrebbe commesso il reato per motivi abbietti e futili. 

La vicenda

La notte del 31 marzo Lorena Quaranta è morta dopo essere stata strangolata. Tutto questo al termine di una lite con il fidanzato, iniziata la sera prima e terminata poi in tragedia nell'appartamento di Furci Siculo in cui i due abitavano. Poi il tentaivo di suicidio di De Pace che si è procurato dei tagli prima di chiamare i carabinieri. Alla base sembra esserci una sola "giustificazione", inusuale quanto agghiacciante: uno stato d'ansia che da giorni avrebbe tormentato il 27enne, provocato dalla paura di essere stato contagiato dal coronavirus insieme alla stessa Lorena. Ipotesi successivamente smentita dai tamponi effettuati su entrambi dal personale sanitario. 

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