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Cronaca Acquedolci

Medico ucciso a colpi accetta, il presunto killer è messinese

Accusato dell'omicidio è il 62enne Benedetto Bifonte, originario di San Fratello

Ha origini messinesi l'uomo accusato di aver ucciso a colpi di accetta il medico Giorgio Falcetto. Si tratta del 62enne Benedetto Bifronte, nato a San Fratello e per per pochi anni residente ad Acquedolci prima del definitivo trasferimento in Lombardia. La tragedia, come riporta MilanoToday, è avvenuta la mattina del 13 dicembre scorso davanti l'ospedale di San Donato Milanese. Il professionista stava andando via dopo aver finito il suo turno di notte, all'improvviso la lite per un piccolo incidente e i colpi alla testa che gli hanno causato gravissime ferite rivelatesi poi letali. Falcetto si è spento ieri sera dopo 36 ore di agonia.

Chi è l'assassino

Bifonte si trova in carcere dopo essere stato arrestato dai carabinieri nella sua casa di Rozzano. Attende di essere interrogato dal pm. Sul suo profilo i militari mantengono il massimo riserbo: si sa soltanto che ha 62 anni, che fino all'anno scorso lavorava come operaio, che ha un figlio e che è separato dal 2020. Nel suo passato ci sono due precedenti "molto vecchi" - secondo chi indaga - per truffa e porto d'arma. Nel corso del primo interrogatorio, nel pomeriggio di martedì, avrebbe confessato, tanto che i carabinieri hanno emesso un fermo con l'accusa di tentato omicidio, che adesso sarà riqualificata in omicidio.

L'uomo ha raccontato di essere andato in ospedale perché non si sentiva bene - anche se non risulta nessun suo accesso al pronto soccorso - e di aver discusso con Falcetto all'esterno del pronto soccorso perché lo aveva riconosciuto come il medico che qualche mese fa lo aveva curato proprio lì in ospedale. L'omicida gli avrebbe rinfacciato delle cure secondo lui non andate a buon fine, ma neanche su questo presunto contatto tra vittima e killer sembra ci siano atti o documenti ufficiali. 

Dopo il primo litigio, il 62enne sarebbe risalito sulla sua Alfa 147 - che si trovava in una zona in realtà interdetta alle auto - e in retromarcia avrebbe centrato la Chevrolet Aveo bordeaux del dottore, che era stata lasciata momentaneamente in divieto di sosta, su una striscia gialla, poco prima dell'ingresso riservato alle ambulanze. L'assassino agli investigatori ha giurato di non averlo fatto volontariamente, come se si fosse trattato di un normale incidente.

A quel punto - e qui la ricostruzione del fermato coincide con quella di alcuni testimoni ascoltati dai militari - i due avrebbero discusso e il 62enne avrebbe estratto l'accetta dalla sua macchina colpendo il medico, padre di cinque figli, in pensione ma ancora con contratti in studi privati di Biella e per il pronto soccorso del Policlinico. I carabinieri hanno rintracciato il presunto omicida proprio a Rozzano: hanno individuato la sua macchina, lo hanno atteso e poi lo hanno bloccato. A investigatori e inquirenti ha spiegato di essere andato a fare una passeggiata. L'arma del delitto è stata trovata nella cantina di casa sua, in via Curiel. 

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