Neonato morto al Policlinico, i dubbi dei genitori sulle “cure” e i trasferimenti da un ospedale all'altro

Da Catania al San Vincenzo dove sarebbe arrivato con una emorragia cerebrale per passare poi all'ospedale di Messina. Nella denuncia anche il calvario della giovane mamma che scopre di avere problemi alle 8.30 del mattino ma il cesareo si farà solo nel pomeriggio

E' morto il 15 ottobre e aspetta ancora che venga disposta l'autopsia. Un ennesimo calvario per la famiglia. A quindici giorni di distanza dalla morte del neonato al Policlinico universitario di Messina non è stata ancora fissato l'esame autoptico del piccolo arrivato dall’ospedale Cannizzaro di Catania, dopo una breve tappa al San Vincenzo di Taormina.  

Un esame importante per capire cosa è stato fatto e cosa invece si poteva fare per salvare il bimbo che fino al giorno della nascita, il 14 ottobre, non aveva dato nessuna preoccupazione alla futura mamma. Né i medici – secondo il racconto dei genitori – avevano segnalato malformazioni o altro tipo di patologie.

La giovane mamma era andata alle 8.30 per il tracciato in ospedale, esame di routine quando si è alla fine della gravidanza, ma i medici si sono accorti che qualcosa non andava e dicono alla madre che il cuoricino del piccolo risulta ingrossato e che c’è una carenza di liquido amniotico per cui è necessario intervenire subito con il cesareo.

“Subito” significa alle 18 del pomeriggio anche se i parenti di lei insistono per entrare prima in sala operatoria riuscendo a strappare come orario di intervento le 16.

Il piccolo nasce ma i medici avverto subito la mamma di averlo dovuto intubare e di avergli fatto una iniezione per il problema al cuore. Un farmaco costosissimo, avrebbe raccontato la mamma nella sua denuncia, secondo quanto gli avrebbero riferito i medici.

All’una di notte però, lo mettono in ambulanza e lo portano al San Vincenzo di Taormina dove la Tac – raccontano sempre i genitori nella denuncia – dimostrerebbe una emorragia cerebrale già avanzata, tanto che il bimbo viene immediatamente trasferito al Policlinico di Messina per un intervento d’urgenza.

Intervento che non dà l’esito sperato. Il bimbo muore.  Il legale della famiglia, l’avvocato Roberta Castorina, ha chiesto il sequestro della cartelle cliniche. Da queste, così come dall’esito dell’esame autoptico sarà possibile fare valutazioni sull’operato anche dei medici. In particolare la famiglia vuole capire se un cesario tempestivo invece che programmato nel pomeriggio avrebbe potuto fare la differenza, così come non si spiega il perché del trasferimento all’ospedale di Taormina quando a due passi c’è l’altro ospedale di Catania che avrebbe potuto eventualmente affrontare anche l’intervento che è stato invece eseguito a Messina, costringendo il piccolo a far slittare i tempi con il trasferimento da Catania a Messina. Così come adesso aspetta una degna sepoltura.

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