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Cronaca Spadafora

L'incidente sul lavoro al Papardo, Spadafora piange l'imprenditore Nunzio Micale

Lo sfortunato 65enne ferito mortalmente all'interno di un cantiere nel reparto di Tomoterapia. Uil: "Ennesimo caso, siamo in emergenza"

Spadafora piange Nunzio Micale, l'imprenditore morto stamane all'ospedale Papardo. L'uomo, 65 anni, ha perso la vita durante un sopralluogo nell'unità di Tomoterapia, oggetto di un intervento di manutenzione. A essergli fatale la caduta da un ponteggio. Micali viveva a Spadafora con la famiglia, composta dalla moglie e dalle tre figlie, ed era molto in conosciuto tra gli abitanti del piccolo paese tirrenico di cui è sindaco Tania Venuto. In tanti in queste ore stanno scrivendo sui social messaggi di vicinanza alla famiglia. Lo sfortunato lavoratore è stato ricordato come una persona speciale di grande bontà e dedito al sacrificio. C'è chi ha scritto di averlo visto appena due giorni fa in chiesa mentre leggeva passi del Vangelo durante la messa. 

Sulla tragica vicenda sta indagando la polizia che dovrà ricostruire l'accaduto. Sul posto è intervenuta anche la sezione Scientifica per tutti i rilievi del caso. Massimo riserbo attualmente sulle modalità dell'incidente con gli investigatori chiamati a non tralasciare alcun dettaglio per accertare la dinamica ed eventuali responsabilità. La Procura di Messina ha aperto un'inchiesta.

Uil: "Ennesima morte sul lavoro, è un'emergenza"

“Dopo appena dieci giorni dall’ultima tragedia, siamo costretti a contare un nuovo caduto sul lavoro. Stamane ha perso la vita, cadendo da un’impalcatura di un cantiere all’ospedale Papardo, il 65enne Nunzio Micale, piccolo imprenditore edile di Spadafora. Il povero Micale, lavoratore stimato da tutti, è morto mentre faceva un sopralluogo per alcuni lavori di manutenzione presso l’ospedale Papardo di Messina. Quest’ennesima tragedia sul lavoro si aggiunge all’infinito ed inaccettabile elenco che siamo quotidianamente costretti a registrare: un pauroso contatore che non accenna minimamente a fermarsi. Sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sociale e democratica in quanto è necessario fare più prevenzione, formazione e controlli. Purtroppo, al di là delle scontate dichiarazioni di rito, nessuno fa nulla di concreto per fermare le morti sul lavoro. Anzi, il Governo nazionale sta minando i diritti alla salute e alla sicurezza di chi lavora, specie nel settore edile. Infatti, con le ultime misure, a partire dal nuovo codice degli appalti, si è ridimensionato il potere dell'Ispettorato Nazionale assoggettandolo ai consulenti del lavoro e si è dato via libera al sistema del subappalto a cascata che porterà alla logica del ribasso sui diritti e le tutele dei lavoratori. Queste scelte rischiano, purtroppo, di peggiorare la già pesante situazione in merito alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Noi non ci arrendiamo e pretendiamo risposte vere per fermare la mattanza dei lavoratori. Alla famiglia Micale esprimiamo la più sentita vicinanza e solidarietà” lo hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale UIL Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Tirrenica Messina Palermo.

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