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Cronaca

La strage alla centrale idroelettrica, nessuna autopsia su Franchina: a Sinagra sarà lutto cittadino

Si accelerano dunque i tempi per il rientro della salma a Sinagra dove la famiglia disporrà per i funerali

Non sarà disposta l’autopsia sul corpo di Vincenzo Franchina, 36enne neo papà della provincia di Messina, che ha perso la vita nella strage sul lavoro di Suviana. Così come sul corpo delle altre sei vittime alla centrale idroelettrica di Bargi dove si è concluso ieri il recupero di tutti i corpi delle vittime. Sono state invece eseguite le prime tre ispezioni esterne e gli esami post mortem, anche con tac ed esami tossicologici per provare a capire quali sostanze possano aver inalato, sulle salme dei primi tre operai estratti senza vita dalla centrale idroelettrica di Bargi, nel giorno dell'esplosione.

La mancata autopsia accelera dunque i tempi per il rientro della salma a Sinagra dove la famiglia disporrà per i funerali. Il sindaco Antonino Musca ha già annunciato il lutto cittadino.

Intanto alla centrale di Suviana – scrive Today.it – scatta la fase due togliendo l'acqua e le macerie e mettendo in sicurezza la struttura. L'impianto torna nella disponibilità di Enel, a eccezione dei piani inferiori che restano sotto sequestro e saranno oggetto di sopralluoghi e indagini.

"Chiusa questa prima fase di ricerca e soccorso, si aprirà una fase comunque importante di recovery di tutta la struttura. Enel Green Power definirà tempistiche e quant'altro", ha detto il direttore della Protezione civile Luigi D'Angelo.

Questa fase avrà numerosi passaggi. "C'è un pozzo che contiene dell'acqua, stiamo facendo delle analisi per capire che cos'ha dentro", ha spiegato l'ad di Enel Green Power Salvatore Bernabei. Si procederà anche con lo svuotamento dei piani allagati. "Adesso che i sommozzatori non stanno più giù potremo mandare le idrovore al massimo della capacità", ha ribadito Bernabei. Solo dopo, quando tutto l'impianto sarò accessibile, potranno iniziare le perizie.

La verità sull'esplosione di Suviana dalla scatola nera

A Bologna la Procura ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo al momento senza indagati. Ancora non è chiaro cosa abbia causato l'incidente. Nei prossimi giorni la Procura nominerà i tecnici incaricati delle perizie. Cosa ha innescato tutto? Perché? Ci sono state irregolarità o leggerezze o da parte di qualcuno? Tutte domande a cui dare risposte.

Sappiamo che nella centrale idroelettrica erano in corso lavori di efficientamento per i quali Enel Green Power aveva contrattualizzato tre aziende. Siemens, Abb e Voith. Lo scoppio è avvenuto durante il collaudo del secondo gruppo di generazione, dopo che nei giorni scorsi era terminato quello relativo al primo gruppo. "Enel green power - ha spiegato Bernabei - non ha subappaltato niente, come committente abbiamo appaltato alcuni lavori di realizzazione, di progettazione, fornitura, di montaggio e di collaudo a tre primarie aziende. Due di queste", Siemens e Voith, "non Abb, hanno appaltato alcune prestazioni specialistiche".  

Il primo nodo è individuare il punto esatto dal quale è partita l'esplosione che ha determinato l'incendio e il crollo. Un aiuto alle indagini potrebbe arrivare dalla "scatola nera" della centrale: si tratta del sistema "Scada". È un acronimo che sta per "Supervisory control and data acquisition", cioè controllo di supervisione e acquisizione dati e si usa per avere un controllo dei processi industriali, ottimizzando l'utilizzo delle risorse e dando un quadro della "salute" di un sistema o macchinario. Ad esempio, possono essere utilizzati per monitorare temperatura, pressione, velocità e livelli di lubrificazione in un macchinario industriale.

"Tutte le centrali hanno un sistema di supervisione e controllo che si chiama Scada - ha spiegato Bernabei - In questa centrale si trovava nei piani superiori. Questo sistema è già stato preso dall'autorità giudiziaria e quindi se avrà registrato qualcosa aiuterà a capire le cause dell'evento e si vedrà nel momento in cui verrà esaminato".

Saranno ascoltati anche tutti i testimoni, a cominciare dai tecnici che stavano lavorando in quel momento e che sono rimasti feriti.

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