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Giallo di Caronia, nuove indagini nel bosco e sui resti: chi è morto prima tra Viviana e Gioele?

Dagli esami dell'entomologo Vanin l'orario in cui è avvenuto il decesso di madre e figlio. Intanto gli inquirenti torneranno sui luoghi della tragedia per ulteriori accertamenti irripetibili. Dubbi sulla presenza di morsi sul corpo di Viviana

Nelle prossime ore gli inquirenti torneranno nel bosco di Caronia dove l'agosto scorso hanno trovato la morte Viviana Parisi e il figlioletto Gioele Mondello. La Procura ha infatti disposto nuovi accertamenti irripetibili tra l'autostrada A20 e i luoghi in cui sono stati ritrovati i cadaveri. 

Esami per individuare l'ora della morte di madre e figlio

Nei giorni scorsi è proseguito il lavoro dei consulenti legali sui due cadaveri ancora in obitorio. Si attende l'esito degli accertamenti della commissione veterinaria presieduta dal dottor Rosario Fico così come i riscontri ottenuti dall'entomologo Stefano Vanin per stabilire chi è morto prima tra Viviana e Gioele. 

Le indagini proseguono per cercare la verità di un caso che finora appare insoluto. Al momento non c'è alcuna risultanza scientifica che colloca Viviana sul traliccio da cui, secondo la tesi maggiormente tenuta in considerazione dagli investigatori, si sarebbe lanciata per suicidarsi. Nessuna impronta, nessuna traccia ematica o essudato. Zero riscontri: quelle due tracce restano indecifrabili. Un verdetto analogo a quello scaturito dagli esami sulla Opel Corsa condotta dalla 43enne e coinvolta nell'incidente nella galleria Pizzo Turda. I rilievi della scientifica, eseguiti ripetutamente, non hanno ottenuto riscontri circa l'ipotesi che il piccolo Gioele possa essere rimasto ferito, anche mortalmente, in seguito all'impatto con il furgone. 

Giallo di Caronia, l'ultima tesi: "Viviana uccisa perché ha visto morire Gioele"

L'impressione è che passera ancora tempo affinché si possa ricostruire con certezza cosa è accaduto quel 3 agosto nelle campagne in cui Viviana e Gioele si sono inoltrati, probabilmente alla ricerca di aiuto. "Finora siamo davanti ad un caso insoluto - spiega a MessinaToday  l'avvocato Claudio Mondello - ma non si può certo dire che si è tornati al punto di partenza. Dobbiamo tener conto dei dati scientifici che ci hanno fornito finora risposte precise, gli unici riscontri da tenere in considerazione. Parlare di ipotesi serve a poco".

L'anomala posizione delle scarpe e i morsi sul cadavere di Viviana

Si riparte quindi anche dai reperti ritrovati vicino al corpo di Viviana. In particolare l'attenzione resta su quella scarpa trovata ai piedi del traliccio, l'altra era invece a pochi centimetri dal cadavere. Poi il calzino mancante in corrispondenza di lesioni alla caviglia che potrebbero essere riconducibili a morsi di cani. Ma su tale punto saranno i risultati dell'autopsia a fare piena luce. "Una persona che vuole salire sul traliccio per suicidarsi non si toglie scarpe e calzini - afferma il legale - non ha alcun senso. Come non è possibile che una mamma attenta e quasi morbosa com'era Viviana decida di abbandonare il figlio".

Intanto, i familiari continuano a criticare le modalità con cui sono state portate avanti le ricerche. "Se avessero trovato prima il corpo di Viviana - ha detto il marito Daniele Mondello - avremmo avuto piu' informazioni riguardo a cosa è successo".

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