Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Addio Ylenia.... tra le piccole stelle senza cielo

Morire a ventisei anni e non sapere neanche perché. Forse due coltellate alla spalla, forse una dose eccessiva di cocaina. Non sarà un’autopsia a stabilirlo, quella di Ylenia Bonavera è la storia di una gioventù bruciata, di chi le fiamme le ha conosciute nel corpo e nell’anima

Morire a ventisei anni e non sapere neanche perché. Forse due coltellate alla spalla, forse una dose eccessiva di cocaina. Non sarà un’autopsia a stabilirlo, quella di Ylenia Bonavera è la storia di una gioventù bruciata, di chi le fiamme le ha conosciute nel corpo e nell’anima… Sono passati cinque anni da quella notte di gennaio, quando alle Case Gialle di Bordonaro a Messina, il suo ragazzo Alessio Mantineo aveva comprato una bottiglia di benzina per darle fuoco. Ylenia sarà ricoverata in un centro di accoglienza e lì perderà il figlio che portava in grembo. Eppure davanti alle telecamere delle Tv nazionali e davanti ai giudici ha sempre negato una evidenza, che alla madre aveva confessato a caldo: “E’ stato Alessio ad appiccarmi il fuoco…”.

La morte di Ylenia Bonavera, interrogato l'amico che l'ha portata in ospedale

Alessio, un altro ragazzo bruciato, sarà condannato in appello a dieci anni di reclusione. Ma la difficile risalita di Ylenia, che si trasferisce poi a Catania, crolla nelle cenere di rapporti infami, gli stessi che lei poco prima di morire lascia come un testamento nella sua pagina facebook, chiamata Dolce Stella: “Il mondo è impestato di gente di solo scopo… la vera amicizia non esiste..”

Sono parole, che risuonano come un grido di aiuto, di chi sa che sta precipitando nell’abisso, ma cerca ancora una speranza: “Spero ke con l’anno che viene il Signore ci fa arrivare sani pieni di vita e che ci porti tanta sincerità rispetto”.

Parole senza virgola, come non ne ha avute la vita di Ylenia, finita nei loschi giri del quartiere San Cristofaro di Catania, una bolgia del crimine dove la vita di una ragazza si chiude con due coltellate per regolare i conti con una esistenza spezzata da piste di cocaina e notti  insonni, le piccole stelle senza cielo, cantate da Luciano Ligabue.

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