Lunedì, 25 Ottobre 2021

Urla, musica e cori da stadio fino all'alba: il caos della movida finisce in Prefettura

L'audio di un nostro lettore documenta quanto accaduto lo scorso week-end nei dintorni di piazza Duomo. Il Comitato Centro Storico Vivibile chiama in causa Palazzo del Governo: "Si rispetti il diritto alla salute"

Urla, schiamazzi e perfino cori da stadio fino alle 3 di notte. Così è ripartita la movida nel primo sabato da zona bianca e il week-end appena trascorso si è trasformato in un incubo per molti residenti del centro storico, costretti a notti insonni a causa del frastuono. Un nostro lettore ci ha inviato un eloquente audio che lui stesso ha registrato alle 3 di notte, poco prima di rivolgersi alle forze dell'ordine. Ma il caos sarebbe durato fino all'alba tra le vie Cardines, Lepanto e piazza duomo.

E la questione adesso è finita direttamente a Palazzo del Governo. Il Comitato "Centro storico vivibile", insieme all'associazione "Centro Storico Messina" hanno chiamato in causa il prefetto Cosima Di Stani denunciando i disagi dovuti soprattutto all'impossibilità di riposare. "Ci rivolgiamo al prefetto affinché ponga di fronte alle proprie responsabilità tutti coloro che devono attuare provvedimenti idonei a tutelare il diritto alla salute ed il rispetto della civile convivenza in questa vasta area della città, facendo rispettare le norme del codice penale che vietano il disturbo della quiete pubblica e del riposo notturno delle persone, le norme per la organizzazione di spettacoli musicali e il sottofondo musicale nei locali di somministrazione di alimenti, la somministrazione di alcoolici e super alcoolici ai minorenni e l'induzione (sotto varie forme) al consumo eccessivo di alcool ed alla ubriachezza. Comportamenti, questi, reiteratamente posti in atto e non perseguiti o fermati. Inoltre, così come avviene ovunque, è necessario stabilire un orario di chiusura unico per tutti gli esercizi che somministrano cibi e bevande che, per consentire il riposo notturno, non può andare oltre l'una di notte durante il fine settimana, e fare applicare le disposizioni di legge attualmente in vigore con riguardo alla diffusione di musica all'esterno dei locali, come sottofondo per i clienti e che non può trasformarsi in musica amplificata e invasiva da rave party nè da discoteca all' aperto, così come purtroppo avviene".

Per i residenti tali richieste possano contemperare le esigenze degli operatori commerciali e gestori di locali che svolgono la loro attività correttamente, con il diritto dei residenti a poter stare serenamente nelle loro abitazioni e poter riposare senza subire un impatto acustico devastante, che procura inevitabilmente pesanti danni biologici, di cui poi, qualcuno o molti, ne dovranno assumere le responsabilità. "Ci auguriamo che anche i cittadini che, pur non avendo ricevuto ristori e sostegni o sussidi più o meno giustificati, continuano a seguire la via della protesta civile, possano trovare finalmente qualcuno che supporti la tutela dei loro diritti".

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