Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Abuso di alcol e droga tra i giovani, il Garante: "Più sicurezza in città, ma in tanti vivono nel disagio"

Il dibattito a Palazzo Zanca dopo i recenti fatti di cronaca registrati durante la movida. L'amministrazione comunale ha aumentato i controlli dopo il lockdown. Costantino: "Occorre fare prevenzione"

Prima la dodicenne colpita da malore dopo aver consumato birra, poi la furibonda rissa scoppiata in piena notte. Dopo il lockdown, la movida messinese è ripartita con due fatti di cronaca, avvenuti due settimane fa a distanza di poche ore, che hanno acceso i riflettori sugli eccessi che vedono coinvolti i giovani. 

Una questione delicata, afffontata questa mattina a Palazzo Zanca durante i lavori della settima commissione consiliare. L'organo presieduto dal consigliere Dino Bramanti ha fatto il punto della situazione insieme all'assessore alla Sicurezza Urbana Dafne Musolino, al direttore del servizio emergenza-ugenza ed elisoccorso del118 di Messina, Bernardo Alagna e al Garante dell’Infanzia Angelo Costantino.

E proprio secondo Costantino è inopportuno parlare di allarme sociale in seguito agli ultimi episodi. "L'amministrazione - ha precisato Costantino durante i lavori - ha aumentato i controlli con l'aiuto delle forze dell'ordine. Tanti reati sono stati accertati e la percezione di sicurezza diretta è sicuramente aumentata, ma ancora c'è molto da fare".

Il Garante si riferisce soprattutto ai tanti ragazzini messinesi che vivono nel disagio e che spesso si rendono protagonisti di gesti criminali. "Circa l'80% dei giovani che commettono reato è già seguito dai servizi sociali, altri hanno avuto assistenza neuropsichiatrica durante l'infanzia, altri ancora sono segnalati dal tribunale dei Minori. La trasgressione adolescenziale è un fatto fisiologico, ma solo in determinate situazioni sconfina in atti deliquenziali".

Alla base ci sono spesso storie familiari di violenze e abusi, ma in generale si tratta di giovani provenienti da contesti sociali con diverse problematiche. A ciò si aggiunge il fenomeno sempre presente della dispersione scolastica. "Occorre fare prevenzione - ha precisato Costantino - attraverso una rete che deve coinvolgere i servizi sanitari, sociali e e le agenzie educative del territorio e puntare su progetti specifici. Dietro la trasgressione del minore c'è sempre una richiesta d'aiuto a cui bisogna sempre rispondere. Si può far bene puntando sulle professonalità presenti in città".

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