Movida, lo sfogo di una madre: "Quando mio figlio va a ballare ormai temo il peggio, chiedo aiuto alle forze dell'ordine"

L'escalation di violenza durante le serate nelle discoteche di Messina e provincia. Accoltellamenti, risse e giovani picchiati a sangue senza motivo. Gli episodi più cruenti di quest'estate e il grido d'allarme di un genitore

"Ormai temo il peggio tutte le volte che mio figlio esce per andare a ballare". E' lo sfogo di una madre messinese che, stando agli ultimi fatti di cronaca, non può certamente essere considerato troppo allarmista.

Ragazzi massacrati con calci e pugni per uno sguardo o una parola di troppo o peggio ancora, come emerso dall'operazione Flower, utilizzati come marionette per innescare risse studiate a tavolino per intimidire i gestori di lidi e discoteche. 

Violenze gratuite che solo grazie alla buona sorte non si sono trasformate in tragedie. L'estate appena scorsa ha visto un'escalation di aggressioni, risse o più semplicemente di giovani denunciati per possesso di droga, guida in stato d'ebbrezza o porto d'armi ingiustificato.


Ubriachi fradici vanno in giro di notte a distruggere cassonetti, semafori e lampioni
 

Tanti i casi a Messina e provincia. Dai due accoltellamenti a distanza di un giorno avvenuti a Giardini Naxos lo scorso agosto , all'aggressione sul lungomare di Santa Teresa di Riva che per poco non è costata la vita al 27enne Gianluca Trimarchi.

Episodi simbolo dell'estate appena trascorsa che ha costretto le forze dell'ordine agli straordinari.

Alcool e risse in via Croce Rossa, chiusa per trenta giorni la discoteca

Ma l'elenco prosegue con l'aggressione a una coppia picchiata selvaggiamente all'uscita da una discoteca di Milazzo fino ad arrivare alle risse organizzate dai componenti della banda criminale sgominata dalla squadra mobile nell'ambito dell'operazione Flower.

Violenti pestaggi negli spazi esterni dei più importanti locali della movida messinese, avvenuti tra la primavera e la scorsa estate. E in questo caso i contorni della vicenda confermano la gravità dei fatti.  Il caos durante le serate serviva, infatti, per estorcere denaro ai gestori dei locali, costringendoli ad assumere addetti alla vigilanza graditi alla banda criminale. In cambio, gli imprenditori avrebbero avuto la certezza di poter organizzare eventi in assoluta tranquillità.

Da qui la preoccupazione di una madre come tante che preferisce restare anomina. "Leggendo i giornali - racconta a Messina Today - ho soltanto avuto la conferma di quello che già pensavo. Non voglio creare allarmismo, ma ho paura quando il mio unico figlio esce in comitiva per andare a ballare. Gli ho sempre raccomandato la massima prudenza e di evitare comportamenti incauti, ma il rischio è dietro l'angolo perché basta incrociare con lo sguardo la persona sbagliata o peggio ancora sfiorarla mentre si balla, per essere aggrediti. Chiedo alle forze dell'ordine un maggiore controllo perché i nostri ragazzi hanno diritto a divertirsi senza correre alcun rischio".

Multe e sequestri ai locali della movida

E negli ultimi giorni la mano delle forze dell'ordine si è vista soprattutto nel controllo alle misure di sicurezza adottate dai locali. Lo scorso 6 novembre la discoteca Officina è stata sottoposta a sequestro preventivo dal tribunale di Messina. Il locale di via Croce Rossa ha infatti ospitato in diverse occasioni un numero di persone superiore al limite consentito dalla legge, utilizzando anche un soppalco interdetto alla fruizione pubblica. 

Una decisione simile, questa volta da parte del questore, per un locale di via Don Blasco chiuso per mancanza di licenza. 


 

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