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Incidente in autostrada, vola dal viadotto della morte: Cas condannato a risarcire 550 mila euro

Il verdetto che restituisce giustizia alla famiglia di un ragazzo vittima della cattiva manutenzione dell'autostrada. In sede penale il caso era stato archiviato. Dopo 16 anni è la prima sezione civile del tribunale di Messina a mettere il punto sull'accaduto

Soltanto una settimana fa sul cavalcavia Tarantonio a perdere la vita è stato un giovane milazzese di 22 anni. Nello stesso tratto, ormai ribattezzato il viadotto della morte, stava viaggiando un ragazzo quasi della stessa età, che, a giugno del 2004, dopo aver perso il controllo del veicolo, si è schiantato contro il guardrail ed è precipitato nella scarpata sottostante.

La sentenza che restituisce giustizia alla famiglia è arrivata sedici anni dopo grazie alla Prima sezione civile del Tribunale di Messina. Il giudice, Ivana Acacia, ha infatti condannato il Cas al risarcimento di quasi 550 mila euro. Il processo, in sede penale, era stato invece archiviato.

La famiglia non si era mai arresa e, difesa dall'avvocato Pippo Trischitta, ha presentato ricorso. Fondamentale per la ricostruzione dell'accaduto anche la presenza di un testimone che, il giorno del sinistro, viaggiavia dietro la vettura della vittima e ha assistito a tutta la scena.

La sentenza che inchioda il Cas: "Con la manutenzione avrebbe potuto evitarsi" 

"L'incidente si è verificato a causa di una cattiva manutenzione dell'autostrada - si legge nella sentenza - Nel tratto stradale interessato, il manto stradale era deformato, il guardrail inidoneo a reggere un normale urto e nei giunti di dilatazione del viadotto erano presenti delle spaccature dovute probabilmente alle vibrazioni causate dal passaggio dei veicoli". 

Ad attribuire al manto stradale viscido e alla pendenza della strada la causa della perdita di controllo del mezzo da parte del ragazzo colto alla sprovvista da un allagamento che si era verificato nel punto dello scontro con il guard rail anche il consulente della procura. "Il Cas non ha fornito come avrebbe dovuto prova idonea del fatto che l'incidente si è verificato nonostante l'adeguata manutenzione di quel tratto di manto stradale e l'assenza di buche", spiega ancora il magistrato. 

Per il Cas è stata quindi esclusa l'attenuante del caso fortuito. "Lo slittamento dell'auto per effetto dello scivolamento indotto dalla pioggia non si può qualificare come evento straordinario e imprevedibile - ha aggiunto Acacia - quanto piuttosto circostanza che, ove il Consorzio avesse usato la diligenza necessaria nella manutenzione dell'autostrada, avrebbe potuto evitarsi". 

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