VIDEO | I centopassi del Maurolico, l'emozionante linguaggio della musica per educare alla legalità

La maestra Agnese Carrubba racconta il dietro le quinte del video degli studenti del liceo classico che ha commosso anche la nipote di Peppino Impastato e il presidente della commissione antimafia Claudio Fava: “Un lavoro prezioso che celebra la vita di Impastato e rappresenta la speranza di questa terra di Sicilia”

“L'emozione più grande è stato il messaggio della nipote di Peppino Impastato. Ci ha chiesto di poter condividere il video e di andare a ripetere la canzone nella casa di Cinisi dedicata alla memoria di Impastato”. 

Il video è quello degli studenti del Maurolico. Si intitola "I cento passi" ed è tratto dal brano dei Modena City Ramblers. A parlare invece è l'anima di questo coro, Agnese Carrubba, musicista e maestra da quattro anni dell'ormai celebre coro del liceo classico messinese che quest'anno ha voluto porre l'accento sul valore della legalità, la stessa che si coltiva a scuola, obiettivo primario per la formazione dei giovani.

A due giorni dalla pubblicazione, ha già ottenuto oltre ventimila visualizzazioni. Emoziona e racconta la storia di Peppino Impastato, vittima di mafia.

“E' stata davvero una delle esperienze più belle da quando lavoro con i ragazzi del Maurolico - spiega Agnese Carrubba a MessinaToday - e certo non possiamo dire che anche prima non ci siamo presi le nostre soddisfazioni. I ragazzi non studiano musica al liceo ma il coro è una istituzione da vent'anni. Lo scorso anno abbiamo festeggiato infatti il ventennale con i tre direttori che si sono susseguiti da quando è nato. E' stato un grande concerto con oltre cento coristi che hanno rappresentato la storia del Maurolico. Io sono l'ultima arrivata ma abbiamo già fatto tante grandi cose insieme. Due anni fa abbiamo vinto il primo premio Gef a Sanremo e da lì abbiamo continuato il nostro percorso. Purtroppo il Covid ci ha fermati nelle lezioni in presenza ma questo video è la prova che l'arte trova altre strade per farsi largo anche davanti a mille difficoltà. Da casa abbiamo sempre continuato a lavorare. Io creo l'arrangiamento, le voci guida, e loro mi mandano le registrazioni fatte con il telefonino. Poi la straordinaria Deborah Bernava, che ha curato anche la regia, riesce a montare il tutto con grande maestria”.

Ma come nasce l'idea dei Centopassi? “Nasce su input della dirigente Giovanna De Francesco che da tempo, con la 'storica' coordinatrice del progetto Silvana Salandra, mi sollecitava a lavorare sul tema della legalità. Ci ho pensato e ripensato ma niente come questo ragazzo che ha sacrificato la sua vita all’impegno sociale e civile mi è sembrato più vicino a nostri giovani. Ho visto il film e ho scritto quasi di getto 56 pagine di arrangiamento corale e percussioni legati a suoni della scuola. La parte ritmica che sentite nel video è fatta tutta di suoni legati proprio al mondo della scuola. Matite, gessetti alla lavagna, pugni battuti sui banchi. E le voci. Quelle in coro che mi danno sempre più soddisfazioni. Ho chiesto l'autorizzazione alla dirigente a fare le riprese tra i banchi di scuola e, a piccoli gruppi, mantenendo tutte le misure di precauzione legati al Covid, abbiamo fatto le riprese”. 

Ma l'emozione più grande è stata proprio quella di sentirli cantare. “Sì, cantare con tale sincerità è la cosa che mi emoziona di più - continua Carrubba -  Si sono sentiti subito dentro il tema. Vestiti anni Settanta, cercando negli armadi dei genitori per ricostruire quel periodo anche scenicamente. E l'emozione è contagiosa. Il video è stato condiviso dagli stessi Modena City Ramblers nelle loro pagine. La nipote di Peppino Impastato mi ha contattata chiedendo di poter pubblicare il video e invitandoci a cantare nella loro casa della memoria. Ma ci ha scritto anche la sottosegretaria del ministero dell'Istruzione Barbara Floridia e Claudio Fava, il presidente della commissione parlamentare antimafia”.

Le parole di Fava resteranno nel cuore anche di tutti i ragazzi che hanno partecipato al progetto ed è un messaggio che vale la pena riportare perchè è un grazie a tutti coloro che si impegnano lontani dalla solita retorica dell'antimafia a mantenere vivo il ricordo di chi la mafia l'ha combattuta sul serio. “Ho avuto modo di ascoltare e vedere il lavoro realizzato dalle alunne e dagli alunni del vostro istituto - scrive il deputato - Dico subito che sono stato colpito, piacevolmente, dall’ottimo livello di quanto da voi realizzato. Un lavoro non scontato e non banale che evidenzia una competenza artistica notevole. Nella sceneggiatura de “i cento passi” c’era la volontà di far emergere la vita di Peppino Impastato, non la storia della sua morte ma la storia della sua vita. Delle profonde ragioni politiche, etiche, civili che hanno caratterizzato il suo impegno e che sono il motivo per cui la mafia ha deciso il suo omicidio.  Troppe volte, infatti, nel ricordo delle tante- troppe- vittime della mafia tendiamo a focalizzarci sull’atto finale. Sulle efferate dinamiche degli omicidi e degli attentati. Io credo, invece, che occorra sempre di più ricordarne la vita. Ricordare l’impegno e le azioni. Perchè queste sono il lascito più importante che abbiamo.  Il vostro lavoro, la gioia nel realizzarlo che traspare, è qualcosa di più di un semplice tributo. Rappresenta una generazione nuova che ha colto l’insegnamento, anche gioioso, di Peppino. Per questo è un lavoro prezioso, che celebra la vita di Impastato e rappresenta la speranza di questa terra di Sicilia”.

Nella foto Agnese Carrubba con una ragazza del coro, durante le riprese

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