Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

My name is Francantonio, i retroscena sul “tesoretto” restituito a Genovese nel libro di Enzo Basso

C’è una sentenza della Cassazione che ha rinviato le carte alla commissione tributaria della Sicilia, dietro lo sblocco dei fondi dell'ex deputato. E' solo una delle indiscrezioni del volumetto fresco di stampa che racconta la controversa storia non solo giudiziaria di un politico, di un uomo e della sua città

C’è una sentenza della Cassazione, firmata dal magistrato Pietro Campanile, che ha rinviato le carte alla commissione tributaria regionale della Sicilia, dietro lo sblocco dei fondi del “tesoro” di Francantonio Genovese, da parte del Gup di Messina Monica Marino.

E’ solo una delle rivelazioni dell’ultimo libro di Enzo Basso,  58 anni, giornalista “indipendente” che è stato direttore e fondatore del settimanale Centonove, “My name is Francantonio” in distribuzione nelle edicole  della città e della provincia.

La sentenza del 12 dicembre 2018 - rivela Enzo Basso - accoglie le tesi dell’avvocato tributarista messinese Gianfilippo Ceccio, che ha affiancato nel ricorso alla Suprema Corte, lo studio legale dell’ex ministro delle Finanze, Augusto Fantozzi.

I supremi giudici hanno accolto l’articolata memoria di Gianfilippo Ceccio, nella quale si lamenta “la falsa applicazione dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 78 del 2009 per estensione retroattiva della disposizione sul raddoppio dei termini di accertamento delle annualità precedenti” scrive Enzo Basso.

In pratica, non si può applicare retroattivamente una legge del 2009 su fondi trasferiti quattro anni prima, nel 2005, epoca nella quale risulta sottoscritta al Credit Suisse la polizza Life Bermuda Ltd da sedici milioni di euro a favore di Chiara Schirò. Non potevano essere sequestrati i soldi a Genovese, che pagherà solo sanzioni civili.

La commissione tributaria regionale della Sicilia, aveva accolto in Appello la tesi del funzionario dell’Agenzia delle Entrate Pasquale Stellacci, “scrive ancora Enzo Basso” che contestava a Francantonio Genovese il mancato inserimento nel quadro “RW” della dichiarazione dei redditi, quello riservato alla voce “Investimenti in attività di natura finanziaria”.

Relatrice la presidente della decima sezione della commissione tributaria regionale, Santa Micali, il 12 dicembre del 2016- “ si legge ancora nel libro My name is Francantonio- la sentenza d’appello aveva rigettato il ricorso di Genovese,  con la firma di due magistrati, il procuratore capo di Barcellona Emanuele Crescenti e l’ex Di Pietro del Sud, Angelo Giorgianni, che ora, attraverso il supporto dello studio del legale Fiorillo di Messina, sta capeggiando una class action contro il gruppo Caronte e Tourist, per l’insoddisfacente servizio di collegamento marittimo verso le Eolie, previsto dal contratto di servizio rilevato dall’ex società pubblica, Siremar.

My name is Francantonio, è un viaggio nelle incongruenze della vicenda giudiziaria di Genovese, “mister ventimila preferenze”, passato dalla Margherita, a Forza Italia e ora vicino alle posizioni dell’assessore alla sanità Ruggero Razza, che progetta un patto federativo con la Lega.  

Sinossi

Libro Francantonio-2Il sedici maggio del 2014 Il Parlamento italiano autorizza con una votazione a scrutinio palese l’arresto del deputato del Pd Francantonio Genovese, accusato dai magistrati di Messina di avere lucrato fondi nella gestione di corsi di formazione professionale. E’ il primo arresto in Italia in diretta televisiva. Più che una vicenda giudiziaria, un trauma per la città dello Stretto, le cui ripercussioni politiche non hanno ancora concluso i loro effetti.

Genovese, e un folto drappello di consiglieri comunali, lasciano il Pd per passare prima a Forza Italia e ora approdare alla Lega. Questo libro è un viaggio-inchiesta nei meandri della Formazione professionale, un Moloch che ingoiava fino a quattrocento milioni di euro di spesa pubblica, andato oggi in tilt: ottomila formatori si sono trovati senza lavoro.

Ma è anche una traversata nel sottobosco della politica regionale, dove le alleanze si coaugulano con l’interesse per pacchetti di voti, una transumanza che supera e abbatte i vincoli dell’ideologia. Un virus dal quale non si mostra indenne la magistratura, colpita dalle code velenose di alcune inchieste che hanno decapitato le correnti “politiche” del Csm, il consiglio superiore della magistratura, alle prese con una crisi di identità che non ha precedenti negli ultimi settanta anni di storia repubblicana.

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