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Martedì, 5 Luglio 2022

VIDEO | Mafia, il maxi sequestro a Barcellona: sotto chiave il patrimonio dell'imprenditore Porcino

Beni e attività economiche per un valore di circa un milione di euro sono stati sequestrati dalla Divisione anticrimine di Messina e dal commissariato

Beni e attività economiche per un valore di circa un milione di euro sono stati sequestrati stamani dalla Divisione anticrimine di Messina e dal commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto all'imprenditore Angelo Porcino, ritenuto un esponente del clan dei barcellonesi.  Particolarmente attivo, già negli anni Ottanta, nella gestione delle bische clandestine e del gioco d'azzardo, fu raggiunto da un provvedimento per installazione abusiva di apparecchi di genere vietato e agevolazione del gioco d'azzardo per aver permesso il gioco a un gruppo di minori, i cui genitori avevano segnalato al Commissariato, preoccupati, l'ingente sperpero di denaro da parte dei figli nella sua sala giochi. Condotte segnalate all'autorità giudiziaria anche all'inizio degli anni Novanta, quando le indagini permisero di accertare la sua appartenenza al clan. E l'indagine 'Gotha-Pozzo 2' che consente di inserirlo tra i 'quadri' dell'organizzazione, per la quale curava ii settore delle estorsioni.

Mafia, sequestro da un milione a un esponente del clan dei barcellonesi

E' stato arrestato nel blitz Gotha 7 del gennaio 2018 per concorso in associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione di armi, rapina, violenza privata, minaccia e lesioni personali, reati, questi ultimi, tutti aggravati dal metodo mafioso, vicende per le quali è già stato raggiunto da due sentenze di condanna definitive. Il 28 febbraio del 2020 è stato nuovamente arrestato nell'ambito dell'indagine 'Dinastia'. Secondo gli investigatori, Porcino avrebbe conservato il proprio ruolo all'interno di Cosa nostra nonostante l'avvicendarsi dei boss alla guida del clan. Gli agenti del commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto più volte nel 2020 lo avevano segnalato all'autorità giudiziaria perché, nonostante si trovasse ai domiciliari, aveva ripetutamente violato le prescrizioni del gip e del magistrato di sorveglianza. I sigilli sono scattati per sei immobili a Barcellona Pozzo di Gotto. Tra questi anche la sala giochi che, sin dagli anni '80, aveva attirato l'interesse investigativo del personale della Polizia convertita in attività ristorativa.

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