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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Nasce lo spazio No Ponte: "Vogliamo ciò che serve davvero ai cittadini, non al partito degli affari"

Sarà inaugurato sabato 4 febbraio in via Centonze: "Il nostro territorio rischia di essere sventrato, il nostro paesaggio deturpato e l’ambiente compromesso"

"No al Ponte sullo Stretto. Fermiamoli subito". Con queste parole il Comitato contro l'infrastruttura che per il ministro Matteo Salvini è realizzabile a partire dal 2024, annuncia la nascita di uno "Spazio No Ponte". Sarà inaugurato sabato 4 febbraio in via Centonze, 197. 

"A sentire il Ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini - si legge in una nota - entro due anni verrà posata la prima pietra del Ponte sullo Stretto. E’ vero che di questi annunci ne abbiamo sentiti tanti e a sentire Presidenti del Consiglio e Ministri che si sono succeduti nel tempo il Ponte avrebbe già dovuto essere costruito da un pezzo.Non ci sarebbe da credergli, ma è vero che una maggioranza politica nazionale, regionale e locale così omogenea non si è mai vista e in campagna elettorale le forze politiche che vi fanno parte hanno sbandierato il ponte sullo Stretto come obbiettivo prioritario e che anche tra le opposizioni politiche parlamentari e locali sono più i favorevoli che i contrari. Il pericolo che i lavori del Ponte vengano avviati è, dunque, reale. Il nostro territorio rischia di essere sventrato, il nostro paesaggio deturpato e l’ambiente compromesso, con il rischio, peraltro, che l’ennesima incompiuta lasci per decenni la nostra città ostaggio di cantieri che non si chiudono mai".

"E tutto questo perché? Cosa ci guadagneremmo? - chiedono i no pontisti - I fan del Ponte sbandierano centinaia di migliaia di posti di lavoro totalmente infondati e opere compensative che non verranno mai realizzate, ma la verità è che l’enorme campagna propagandistica a favore dell’opera è gestita da quelle corporazioni che avrebbero un vantaggio dal semplice avvio dell’iter. Sì, perché il Ponte è questo: un flusso finanziario che non si è mai fermato e che trasferisce soldi pubblici nelle tasche di progettisti e società di costruzione.Per il Ponte, infatti, sono già stati spesi circa 500 milioni di euro senza alcun vantaggio per il territorio e il rischio è che altri 700 milioni possano essere pagati in penali. Oggi, gli stessi che hanno causato questo disastro vogliono continuarlo con ulteriore sperpero di denaro pubblico. Il popolo No Ponte, però, è molto più forte di quanto partiti e giornali vorrebbero raccontare. Lo ha sempre dimostrato attraverso le proprie manifestazioni e continuerà a farlo.Noi le risorse economiche che vorrebbero sperperare con il ponte sullo Stretto le vogliamo per opere utili e sostenibili. Le vogliamo per mettere in sicurezza il nostro territorio che frana ad ogni pioggia. Le vogliamo per mettere in sicurezza le nostre città dal rischio sismico. Le vogliamo per avere strade e ferrovie degne di questo nome. Le vogliamo per avere una sanità soddisfacente. Vogliamo scuole, asili, servizi pubblici - conclude la nota - Vogliamo ciò che serve davvero ai cittadini, non cosa serve al partito degli affari".

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