Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

“Nemo Sud è un capitolo chiuso ma i pazienti fragili non saranno lasciati soli”, l'impegno della Regione

Il dirigente La Rocca: “Abbiamo provato a ricomporre quei pezzi di assistenza territoriale per rendere più facile l’accesso ai pazienti. Una cerniera fra le diverse attività”

L'assessore Ruggero Razza con Francesco Saporito

Quello con Nemo Sud è ormai un capitolo chiuso ma i pazienti fragili non saranno lasciati soli.

Dopo l’incontro tra l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza e il malato di Sla Francesco Saporito che aveva cominciato lo sciopero della fame, un altro incontro tra il dirigente regionale Mario La Rocca e i vertici del Policlinico e di Asp per garantire la continuità assistenziale ai pazienti disabili gravissimi senza i disagi che hanno scatenato le proteste di famiglie e pazienti.

Che il servizio restasse in house però non è una novità. Lo chiarisce il dirigente  generale dell’assessorato regionale alla Salute, Mario La Rocca.

“C’è stata questa cesura perchè la Nemo ha deciso di recidere anticipatamente il rapporto con il Policlinico – spiega a MessinaToday La Rocca – Ieri abbiamo solo provato a ricomporre anche quei pezzi di assistenza territoriale per rendere più facile l’accesso ai pazienti. Una cerniera fra le diverse attività, insomma, quella ospedaliera e quella territoriale, facendo parlare fra di loro i vertici delle aziende ed evitando dunque quei disguidi che hanno provocato qualche disagio”.

Si tratta dunque di una redistribuzione di compiti con l’Asp che sarà accanto al Policlinico per l’assistenza domiciliare e per la riabilitazione. “Non c’è dubbio che dovrà essere garantita la qualità dei servizi – promette il direttore generale facente funzioni Bernardo Alagna -  come Asp ci occuperemo anche, come previsto dalla legge, della fornitura di presidi e ausili necessari ai soggetti affetti da malattie muscolari distrofiche”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Beppe Picciolo, leader di Sicilia Futura che plaude all’intervento della Regione per sanare le difficoltà dei pazienti. Restano però, secondo Picciolo, due problemi di estrema importanza: “La tutela del personale già qualificato che lavorava e che ne ha diritto (e sono certo che oggi i sindacati otterranno per loro garanzie!) e il “brand Nemo” che è il grande assente, almeno nella nuova start up. E qui si deve riaprire un dialogo serio e fattivo. Problemi fondamentali che andranno affrontati con impegno e buona volontà da tutti gli attori che hanno voluto con forza questa soluzione. Il tempo è galantuomo! Sempre. Al lavoro”.

Stamattina proprio sui lavoratori è previsto un incontro con i sindacati.

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