Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Neonato arrivato morto in ospedale, eseguita l'autopsia: attesi i risultati tossicologici

Il quadro emerso sembrerebbe ricondurre alla "morte in culla". Oggi la restituzione della salma ai genitori

Si è conclusa ieri sera l'autopsia sul corpo di Chen Ming Ze, il neonato di due mesi arrivato morto al Policlinico nel primo pomeriggio di lunedì 17 aprile. Secondo quanto emerso da una primo esame il bambino è morto per un fatto asfittico determinato da un arresto cardiocircolatorio. La perizia ha riscontrato delle piccole alterazioni a un rene e a un polmone e delle zone nefrotiche all'encefalo, mentre lo stomaco era libero.

Una serie di concause, queste, che avrebbero portato al decesso improvviso del neonato. Attualmente l'ipotesi più accreditata resterebbe quella della Sids, cioè della "morte in culla". Per non escludere alcuna pista, comunque, sono stati prelevati gli organi su cui saranno eseguiti i test tossicologici. Dieci giorni prima, inoltre, al neonato, erano statii somministrati i vaccini esavalente e anti-pneumococco e si valuterà se possa esserci stata una eventuale incidenza, sebbene questa ipotesi resti altamente improbabile. 

L'esame si è svolto al Policlinico ed è stato eseguito dal medico legale Giovanni Andò, incaricato dal sostituto procuratore Francesca Bonanzinga titolare dell'inchiesta, e dalla dottoressa Elvira Ventura Spagnolo, incaricata dai genitori del neonato difesi dall'avvocato Nino Cacia. L'obiettivo degli inquirenti è quello di ricostruire gli ultimi istanti di vita del neonato. Attualmente il fascicolo aperto dalla Procura è contro ignoti. Il bambino si è sentito male a casa e i genitori hanno immediatamente allertato il 118 ma ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano. Chen Ming Ze è arrivato morto al Pronto soccorso pediatrico del Policlinico. Oggi la salma del neonato sarà restituita ai genitori che procederanno con la cremazione. 

La sindrome della morte in culla

"La sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome (Sids) - si legge in un'informativa dell'Istituto Superiore della Sanità - colpisce i bambini tra un mese e un anno di età. La definizione Sids, che non corrisponde a una precisa patologia, si applica quando si possono escludere tutte le altre cause note per spiegare il decesso del neonato, da malformazioni a eventi dolosi. Non è stata ancora definita con sicurezza una specifica causa medica in grado di spiegare la Sids ma ci sono invece una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere significativamente sulla probabilità che la Sids si verifichi, come dimostrano numerosi studi e indagini".

I fattori di rischio evidenziati dell'Istituto Superiore della Sanità sono diversi: "far dormire il bambino in posizione prona, ossia sulla pancia; far dormire il bambino su materassi, cuscini  e piumini soffici e avvolgenti; esposizione del feto e del neonato al fumo; giovanissima età della madre e assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale; nascita prematura o basso peso alla nascita; presenza di infezioni respiratorie". 

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