Coronavirus, il Neurolesi non gestirà più la fornitura per la Telemedicina: la Regione assegna il servizio al Cefpas

Nel giugno scorso furono aspre polemiche con tanto di esposto alla magistratura della Uil che coinvolgeva la figlia del direttore scientifico e consigliere comunale Dino Bramanti. Cosa è stato fatto in sei mesi

L'area amministrativa del Centro Neurolesi

L'Istituto Neurolesi non gestirà più i servizi di telecontrollo, telemonitoraggio e videoassistenza del sistema Telecovid Sicilia attivato dalla Regione nel maggio scorso in piena fase 1 dell'emergenza coronavirus. All'Irccs era stata anche assegnata una quota di finanziamento di 801.926 euro per l'acquisto delle attrezzature che il Neurolesi ha negoziato con le aziende sanitarie siciliane e gli ospedali che hanno fatto richiesta in questi mesi. Pare che il governo regionale non abbia neppure dovuto stornare le somme visto che i fondi sono stati erogati su trattativa tra ospedali e Neurolesi.

L'assessorato regionale alla Salute ha trasferito le attività al Cefpas, il centro di formazione sanitaria di Caltanissetta. Sei mesi in cui il Neurolesi, Centro di riabilitazione per lungodegenti, da quello che si è appreso ha assunto il ruolo di azienda fornitrice dei Device per i nosocomi che ne hanno fatto richiesta: ovvero gli aggeggi informatici per le misurazioni dei valori ai pazienti affetti da coronavirus. E' questo quanto espletato dal Neurolesi e non un controllo della rete informatica di richieste degli utenti come si profilava anche a giugno quando esplosero le polemiche contro il Centro che ha sede a Messina con tanto di esposto alla magistratura della Uil e attacchi politici all'assessorato regionale alla Salute. Sotto attacco del sindacato il direttore scientifico del Neurolesi e attuale consigliere comunale in quota oggi Lega Dino Bramanti

Telemedicina, esposto della Uil contro Bramanti

Le polemiche nella denuncia della Uil investirono pure la figlia di Bramanti, Alessia, per un presunto conflitto d'interessi. Alessia Bramanti aveva avuto un contratto da project manager con la Dedalus Spa esecutrice invece del progetto "App SiciliaSiCura"; l'App che sarebbe dovuta servire per il controllo dei nuovi arrivi turistici in Sicilia. L'Irccs Neurolesi aveva replicato sostenendo che non c'era alcun collegamento tra l'attivazione dell'applicazione e il progetto di Telemedicina adesso passato al Cefpas. "Si tratta di due attività distinte e separate - spiegava la nota - che ricadono l’una nel settore sanitario, l’altra facoltativamente nell’ambito turistico e con un apparato ed una competenza adeguati ad affrontare le migliaia di visitatori e ospiti attesi in Sicilia, da parte della Regione”.

Telemedicina e App SiciliaSiCura, la replica del Neurolesi

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