Cronaca

"No Covid misto a Sant'Agata", parte la petizione online: è boom di adesioni

A dire no alla riconversione a Covid Hospital Salvatore Mezzopane insieme ad altri abitanti dell'area: "Non ci sono le condizioni di sicurezza, mancano personale e strumenti". Ad aderire quasi 400 utenti

Salvatore Mezzopane promotore della petizione

Da un gruppo di cittadini del comprensorio dei Nebrodi  si alza il  coro dei no alla creazione di un Covid misto con 40 posti letto all’ospedale di Sant’Agata Militello.

“Non si può e non si deve realizzare un reparto Covid 19- dichiara Salvatore Mezzopane che insieme ad altri promotori dell'area dei Nebrodi  ha lanciato una petizione online su change.org- perché in questo momento non avrebbe senso, soprattutto poichè sarebbe inserito  nel contesto di altri reparti e non sorgerebbe  in un padiglione separato. Si metterebbe a repentaglio la salute di tutti e inoltre mancano gli strumenti e il personale”. 

Chi fa partire  la petizione,  in tutto 20 cittadini appartenenti a settori professionali differenti , non ci sta all’istituzione di un comparto “che sia in tutto o in parte privo di tutte le garanzie in termini di infrastrutture e tecnologia, atte ad assicurare la migliore assistenza possibile ai degenti e nello stesso tempo a scongiurare la propagazione del contagio tra gli stessi, gli operatori sanitari e la popolazione”, come si legge nel documento.

A preoccupare i firmatari le condizioni di una struttura sanitaria già precaria da tempo e ridotta negli anni ad un semplice ambulatorio: “Il problema- continua Mezzopane- è che gli assessori che negli anni si sono occupati del settore sanitario non si sono preoccupati che il presidio ospedaliero  veniva depotenziato. Abbiamo perso i posti letto, non abbiamo Punto nascita, si è passati  da strutture complesse  a  strutture  semplici  e siamo stati  privati anche del reparto di Ortopedia. Per non parlare delle carenze riguardanti la terapia intensiva”.

Altro  fattore fondamentale  da considerare è il pericolo di contagio già evidenziato dalla Direzione sanitaria e dai medici dell’ospedale di Sant’Agata. “Tra le altre cose- si legge nella petizione-  il percorso indipendente al reparto di Radiologia e l’uso di una Tac  trasportabile esterna non evitano il rischio contagio”.  A mancare inoltre tutte quelle tecnologie che sarebbero obbligatorie per un reparto di malattie infettive: monitoraggio di ventilazione con pressione negativa ed almeno sei scambi di area/ora; impianto di filtraggio dell’aria con filtri Hepa, zone filtro a tenuta d’aria per l’accesso alle camere di degenza per lavaggio e disinfezione delle mani e  DPI. Anche i percorsi separati, secondo la Direzione sanitaria non sarebbero sufficienti e adeguati: “Peraltro il corpo "B", destinato a Covid, confina con via pubblica (Via Amari), con aperture finestrate dirette delle camere di degenza ai due piani fuori terra; il che lascia fortissimi dubbi sul fatto che una struttura così realizzata possa poi essere dichiarata agibile per l'uso in questione”.

Salvatore Mezzopane,  tra i rappresentanti di chi ha firmato la petizione che ha già raccolto  quasi 500 adesioni, ritiene che la riconversione a Covis Hospital dell’ospedale sarebbe impensabile e inopportuna: “Dobbiamo scongiurare ogni pericolo per tutti.Il Covid   misto a Sant'Agata  nelle condizioni attuali sarebbe una iattura. Si lavori per restituire quello che è stato tolto in termini di posti,reparti, e nuove attrezzature. Invitiamo le istituzioni a mobilitarsi  affinchè il nostro ospedale venga potenziato".
 

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