Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Non erano "furbetti del cartellino", assoluzione per sette dipendenti del Papardo

Erano finiti a processo con l'ipotesi di truffa. Per l'accusa non andavano in ospedale per far lievitare lo stipendio prestando servizio al 118

Erano stati additati come “furbetti del cartellino” dopo una serie di controlli scattati nel 2015 su segnalazione del manager Michele Vullo dell’azienda ospedaliera Papardo che si era ritrovata in difficoltà per la massiccia e simultanea assenza di personale infermieristico legata a malattia e infortuni sia all’ospedale di Sperone che al Piemonte.

Una vicenda che ha coinvolto una settantina di dipendenti per i quali erano stati attivate anche le procedure per i provvedimenti disciplinari.

A processo, con l’ipotesi di truffa, erano però  finiti in sette. A distanza di otto anni è arrivato l’assoluzione per il medico Giuseppe Leto e gli infermieri Giuseppa Bonanno, Salvatore Cernuto, Biagio Cesarino, Giacomo Currò, Santi Lombardi e Renato Venuto. Il giudice monocratico Salvatore Pugliese li ha assolti con la formula "perché il fatto non sussiste".

Per loro, l’accusa era di beneficiare di una indebito incremento della retribuzione (conseguendo il pagamento tanto dall'Azienda Ospedaliera quanto dal SUES 118). In pratica giustificavano l’assenza in ospedale per andare a lavorare per il servizio di emergenza urgenza. Gli avvocati (Antonio Arizia, Nunzio Rosso, Carlo Autru Ryolo, Salvatore Jacobello, Roberto Fiumara, Pietro Luccisano, Gianluca Currò) hanno dimostrato con prove testimoniali e documentazione l’insussistenza del reato ipotizzato.

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